Profondo Rosso

E se fosse l’anno di Antonelli?

Lo so.
In questo ameno luogo siamo più o meno tutti ferraristi, con la esasperata tendenza Leclerc incarnata dall’opinionista Orco. E questa passione irragionevolmente illimitata e’ ben testimoniata dall’intervento di STF, che allego in coda.
Però, lasciatemele dire e scrivere.
Qualora il Rosso fosse ancora il colore della delusione, beh, spero di consolarmi con Kimi.
Antonelli.
In mezzo secolo di randagie cronache, ho raccontato di tutto. Di corse e di Olimpiadi, di Fosbury e di Tomba, di Zoff e di Pantani.
Non mi sono fatto mancare niente.
Incontrai pure il presunto dentista nordcoreano Pak Doo Ik, in una remota Universiade in quel di Zagabria, allora Jugoslavia (questa citazione vale solo per chi ha una età, lo ammetto).
Però mai ho potuto narrare di un pilota italiano campione del mondo di F1.
Sono amico di Patrese, Trulli, Fisichella. Ho un ricordo dolcissimo di Alboreto.
Ci hanno provato, ad imitare Ciccio Ascari.
Inutilmente.
Non dico che Kimi sia migliore di loro. Non lo so e non mi permetterei mai.
Dico che questo giovane uomo viene dalle mie terre, e’ intriso di quello spirito che noi che siamo nati qui talvolta facciamo fatica persino a spiegare, perché è troppo intimo.
Poi certo Antonelli guida una Mercedes e a me Toto Wolff sta discretamente su Los cocones.
Ma da un male può nascere un bene.
Forza Kimi (e se arrivi terzo dietro Carletto e il Baronetto, vedi di non prendertela troppo).
Ora vi lascio alle auliche parole di STF, che naturalmente ringrazio.
STF SCRIPSIT.

E' stata una bella giornata, serena, passata in compagnia senza altri pensieri. Un po come quando eravamo bambini ed in fin dei conti è cosi che si torna certe volte.
Arrivato a Maranello con mio nipote e due amici che conosco da 50 anni, dico 50, la prima fermata è stata nel negozio di giocattoli per i modellini.
Incredibile cosa ti torna in mente, centinaia di modelli ed un ricordo per ciascuno. Il bambino dentro scalpita e chiede ripetutamente la carta di credito per fare incetta. L'adulto, come di consueto, pone i limiti.
Mi son preso la Lotus 97T, quella della prima vittoria di Senna e la 126C2 edizione Long Beach con la doppia ala.
Mi si dice che lo stile Ferrari è quello di agire dietro le quinte, pacatamente.... mica ne son convinto. Furia nell 82 la pensava molto diversamente.
Il tour nel paese dei balocchi è continuato a pranzo con Leo, che ringrazio per la disponibilità.
Amico mio non mollare, abbiamo tanto bisogno di te e dei tuoi ricordi di una vita. Sei stato testimone di uno dei periodi migliori della F1, hai una memoria di ferro e la capacità di trasmettere la passione sconosciuta a molti. Abbiamo bisogno di te come del pane.
Gente s'è fatta 900km per sentirti, per tornare a vivere momenti bellissimi: di quali altre prove hai bisogno?
Sentirti raccontare di Ferrari, Gozzi, Senna, Prost.... c'è voluto il vino per trattenere i sentimenti.
Meno male che c'era.
Poi gran chiusura col museo ed i tesori che contiene. Macchine favolose, centinaia di milioni esposti con semplicità, lamiere battute da artisti sconosciuti capaci di dare forme perfette usando un martello e tanta abilità. F1 da urlo, macchine che hanno ospitato grandissimi piloti che le hanno portate oltre i loro limiti. I segni sui telai, sospensioni, scarichi sono li a testimoniarlo.
126C4 la vedo ferma e la ricordo di traverso alla Parabolica a Monza con Michele al volante impegnato a combattere il controsterzo con ogni briciolo di forza. Niente idroguida, niente cambio elettroattuato, solo un ragazzo ed una bestia da domare.
È così che voglio ricordarmi la F1.

Vorrei rigraziare tutti quelli che hanno partecipato e Leo che è stato splendido ospite.
Vorrei scusarmi con tutti quelli che avrebbero voluto venire e di cui non ho i contatti.
Di seguito la mia mail per la prossima occasione.

stf969@gmail.com

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