La Vita Nova (?) di Sir Hamilton
Mi dispiace che una squalifica per storie di gomme abbia vanificato la vittoria di Verstappen al Nürburgring con la Mercedes.
A me, per ragioni da…Boomer!, sono sempre piaciuti i drivers che amavano correre con ruote scoperte e ruote coperte. Per dire, penso a Ronnie Peterson, che in adolescenza ho amato tantissimo (anche per questo adoravo Alboreto, eh). E non solo a lui (in tempi recenti, mi viene in mente Frenando Alonso).
Lewis Hamilton certamente è di un’altra pasta. Non dico sia “storicamente” migliore di Super Max: è un bellissimo argomento da bar, tra amici.
In merito ho una mia idea, che non condividerò qui perché è di altro che desidero parlare.
Personalmente trovo intrigante la Vita Nova (pure quello ho letto, di Dante Alighieri) del Baronetto.
Tolti ovviamente i due drivers Mercedes, tutti gli autisti della F1 targata 2026 vivono male o malissimo le nuove regole (e quando riesco a leggervi qua sotto, mi pare siate in larga maggioranza d’accordo, eh).
Hamilton, no.
Nella bizzarra realtà tecnologica che stiamo affrontando, lui ci sguazza.
Sembra tornato il Campionissimo che fu.
Voglio dire, tra Australia e Cina ha messo assieme prestazioni tostissime. Sullo stesso livello di Leclerc, se non persino meglio.
Conosco la vulgata: Lewis non sopportava l’effetto suolo e bla bla bla.
Ma qui il dato di fatto è che Hamilton, dopo un 2025 penoso con la Rossa, da’ l’impressione di aver ritrovato il piacere della guida. Della sfida.
Mi spiegano anche che Lewis su questa Ferrari ha potuto incidere, a livello di scelte progettuali, organizzative, eccetera.
Ci può stare, per carità.
Ma ciò non offre risposta all’enigma avvolto nel mistero.
Perché il Baronetto apprezza quello che Verstappen (e Leclerc e altri) detestano?
Possiamo totalmente escludere che abbia, magari solo in parte, ragione lui?
Ancora.
Cosa possiamo ancora aspettarci da Lewis, da Suzuka in poi?
Non è curioso, visto lo strapotere palesato da Mercedes nelle prime due tappe, che Hamilton continui a dichiarare di sentirsi in lizza per il titolo?
Sono domande, lo ammetto, che ancora tre mesi mai avrei immaginato di porre a me stesso.
