Profondo Rosso

…ma almeno nel Wec la Ferrari vincerà?

Mentre in una assolata Fiorano il nobile Sir Hamilton prova gomme da pioggia, si avvicina il debutto stagionale del Wec.

A Imola.

Sulle residue identità vincenti della Ferrari si interroga il prodigioso cloggaro Emi Emi, il Virgilio delle ruote coperte.

A lui, più che un mito un mitomane, l’alata parola.

EMI SCRIPSIT

  1. Allora Maestro, sei pronto?

Ricominciamo?

Certo, ricominciamo. E guarda te se il destino cinico e beffardo, coi suoi paradossi spazio-temporali, impippandosene della geopolitica internazionale, non finisca col regalarti un inizio di campionato coi controfiocchi. Perché avranno un bel da dire ma… la 1812km del Qatar, storicamente non può valere una curva della 6 Ore di Imola, anche soltanto fosse il Tamburello last version. Insomma Nume, possiamo vederla come ci pare ma un Mondiale WEC che parte dall’Enzo e Dino Ferrari ha tutt’altro sapore (e vetrina) rispetto a sabbione senza paletta e cammelli in lontananza, quando la storia stessa delle corse profuma del senso più autentico del motorsport e “guarda” bene cosa ti dico. Fra tre settimane sarà ora di Spa e tempo due mesi saremo tutti in Francia per la 24 Ore. What else? La nonna in carriola? Ti piace o’ presepio? Roba da Concilio di Trento e annessa controriforma. E questo è niente Nume Carissimo. La cosa più bella è scoprire in quanti mi chiedano: ma ci vai? Ma ci sei? Dove ti trovo? Con l’Orango Max che si è già proposto da inviato speciale direttamente dall’Enzo e Dino Ferrari votato anch’egli alle ruote coperte, dopo i suoi resoconti su Carletto e la Rossa dalle rive del Santerno, come un qualsiasi e anonimo Ruggero Orlando da Cape Kennedy. Adesso però, veniamo alla domanda che so starti più a cuore di tutte? Ma almeno qui, vinciamo e continueremo a vincere?. Eh Nume caro, avessi la risposta in tasca andrei a giocarmi alla Snai la mia banconota da 3Euro, anche perché (seriamente) la vita ai nostri eroi non si è certo semplificata, dopo il rinvio della prova qatariota in programma il 28 marzo e cancellazione degli annessi test prestagionali. In Ferrari pagano dazio sulla mancata raccolta dati sulle nuove gomme Michelin, cosa che altri marchi (Cadillac-Aston-BMW) hanno già potuto già potuto mettere alla frusta in IMSA(campionato di durata americano strettamente connesso al WEC, avendo la stessa base regolamentare), insieme alla nuova veste aerodinamica per via dell’omologazione che FIA-ACO e appunto IMSA hanno imposto ai Costruttori nella nuova galleria del vento di WindShear, in North Carolina, con parametri di rilevamento profondamente diversi da quella svizzera della Sauber usata fino a oggi. In un certo senso Nume è un po’ come ripartire da zero, e a mio modestissimo avviso in Ferrari hanno fatto bene a tenersi in saccoccia joker di sviluppo (Toyota per esempio ha portato per il 2026 una TR-010 completamente nuova), in attesa dei primi responsi effettivi della pista. Perché a pelle, difficoltà a parte, quello che percepisci é che Coletta e soci sappiano perfettamente cosa stiano facendo e dove si trovino (a proposito..qua non ride nessuno…se non per cortesia), anche se le cose non dovessero andare come previsto. Quindi, non mi aspetto di vincere e dominare, ma certamente di vedere una squadra pronta a giocarsela da campione del mondo in carica. Tanto il piatto grosso, quello che conta per tutti è fra due mesi sulla Sarthe e ho come il vago sospetto che, per le persone coinvolte sul progetto 499P la storia conti eccome. La Ferrari ha vinto a Le Mans dal ’60 al ’65 sei volte consecutive. Se l’essere umano è tornato a girare attorno alla Luna, cosa ci proibisce (o proibirebbe) di pensare che la storia non possa ripetersi altrove? Allora Nume che dici: ricominciamo?

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