Profondo Rosso

Kimi 1 e Kimi 2: cosa pensa Raikkonen di Antonelli

Bwoah.
Wait and see.
Il testo che segue sotto è dedicato a Mazgiorg, mio corazziere personale.
Kimi 1 e Kimi 2.
Mi incuriosiva scoprire, pur sapendolo di poche parole!, il pensiero di Raikkonen sull’omonimo Antonelli.
Ci sono riuscito, usando ovviamente pinze e tenaglie.
Viva Robin.
E buona lettura.

———

“Naturalmente seguo con grande simpatia le imprese di Antonelli. Mi diverte che porti il mio stesso nome, anche se credo di aver capito sia una banale coincidenza. Di sicuro è proprio bravo…”
Da Kimi a Kimi. Per la prima volta Kimi Raikkonen parla in pubblico di Kimi Antonelli. Che aveva un anno quando il biondo del Nord siglò il capolavoro della sua carriera. Il finlandese rimane l’ultimo campione del mondo al volante di una Ferrari: correva l’anno 2007 e il pilota finnico diventò il nono essere umano nella storia a laurearsi iridato con la Rossa di Maranello. Prima di lui ci erano riusciti Ciccio Ascari, Juan Manuel Fangio, Michael Hawthorn, Phil Hill, John Surtees, Niki Lauda, Jody Scheckter e ovviamente Schumi. Dopo l’alcolico biondo, nessuno. Con buona pace di personaggi come Alonso, Vettel e fin qui pure Hamilton e Leclerc.
L’altro Kimi, inteso come Antonelli, può pure lui riscrivere la storia: è dall’anno del Signore 1953 che un italiano non conquista il Mondiale di F1. Dopo Ascari, zero. Nonostante ci abbiano provato in tantissimi.
Magari chiamarsi Kimi aiuta a cambiare il corso delle cose!
COSA FA. Tornando a Raikkonen, dopo l’addio alle competizioni e’ rimasto a vivere in Italia. Abita con la famiglia dalle parti del lago di Garda. Segue da vicinissimo le promettenti evoluzioni del primogenito Robin, che ha undici anni e sta già collezionando successi con il kart. Lo hanno pure visto guidare una auto da rally. Ci sono addetti ai lavori che ne parlano come di un fenomeno in erba. Chissà.
“E’ un bambino ed è bello che si diverta -racconta il papà- Sarà il tempo a dire se la passione può trasformarsi in una carriera. Io non gli metto certo pressione”.
L’AMICO. Altra cosa, vagamente intrigante. Il migliore amico di Kimi Raikkonen è l’italo canadese Gino Rosato, per anni in periodi diversi dirigente del reparto corse del Cavallino, collaboratore prezioso di Jean Todt, Stefano Domenicali, Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto.
Nel recentissimo Gran Premio del Canada Rosato ha debuttato nel box della Red Bull, come consulente del team principal Mekies, ovviamente anche lui ex ferrarista…
IL DIALOGO. Il Kimi finlandese parla con ammirazione del Kimi italiano. Mi ha detto: “Ovviamente in Formula Uno non vinci quattro Gran Premi consecutivi se non possiedi un talento speciale. I numeri di Antonelli sono impresa. E’ fondamentale avere la macchina giusta, ma è sempre stato così, in tutte le epoche”.
L’omonimo può conquistare il titolo?
“Si’ e lui ci crede, si vede da come affronta le gare, dallo spirito che ci mette”.
Certo che la stagione è lunghissima, forse in autunno saranno persino recuperati i Gp di Bahrain e Arabia, cancellati per la guerra nel Golfo.
“Antonelli non perderà la concentrazione, sta mostrando maturità. Dovrà evitare di imitare il Piastri del 2025, ad un certo punto l’australiano della McLaren sembrava avere il titolo in tasca ma non ha retto la pressione. Il ragazzo italiano non cadrà nella stessa trappola”.
Nel presente, chi è il pilota più forte, macchina a parte?
“Verstappen! L’ho visto arrivare in F1 durante il mio secondo periodo in Ferrari. Max è un fenomeno. Vinse la sua prima gara in Spagna proprio davanti a me, dieci anni fa. Li’ mi sono reso conto che era nata una stella”.
A proposito di Ferrari…
“Quando ho lasciato la Scuderia a fine 2018 ho augurato alla squadra di trovare in fretta un mio successore nell’albo d’oro del campionato. Non è ancora accaduto, ma da lontano vedo segnali incoraggianti”.
Wait and see. Firmato KR7.

comments powered by Disqus