Profondo Rosso

Antonelli e Leclerc, la versione di Arrivabene

Domenica guardavo il Gp con il carissimo Riccardo Patrese.
Quando è stata ordinata la ripartenza da fermo, il vincitore di Montecarlo82 mi ha detto: il ragazzino non ce la può fare, è un carico di tensione tremendo per uno che nemmeno ha 20 anni…
A gara finita, Rik mi ha intimato di dare 11 al nuovo Principe di Monaco nelle mie pagelle (più di un milione di visualizzazioni, roba da matti)
Ho obbedito con entusiasmo.
Dopo di che, figuriamoci.
Ora che Kimi Antonelli ha firmato la Manita, figuriamoci se non tornava fuori il tormentone.
In sintesi: ma perché diavolo l’Harry Potter di Bologna guida una Mercedes e non una Ferrari?!?
Insieme a Fabio Tavelli, bastone della mia vecchiaia nonché animatore del talk show di culto “Race Anatomy” su Sky, sono andato a chiederlo a chi conosce la verità.
Nel 2018, quando il monello emiliano fece una gita a Maranello salvo poi essere…intercettato da Totò Wolff, in Ferrari il capo del reparto corse era Maurizio Arrivabene.
Il passionale manager bresciano non si è sottratto all’interrogativo. Ecco come mi ha risposto.
LA STORIA. Ha detto dunque Arrivabene: “Nel mio ultimo anno in Ferrari, parlo del 2018, Kimi Antonelli aveva 10-11 anni. In quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento alla azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto! È come se oggi tu prendessi un altro talento, un ragazzino fortissimo che ha più o meno 11 anni che è Robin Raikkonen, il figlio di Kimi, e gli dicessi ‘Benissimo, ti mettiamo sotto contratto alla Ferrari’. Non è così semplice! Inoltre noi in quel periodo lì, nel 2018, eravamo impegnati a portare Leclerc in macchina e anche lì è stata dura. Non tutti erano d’accordo, qualcuno pensava che Charles fosse troppo giovane per la Rossa. E in più fino a dopo Monza eravamo in lotta per il mondiale con Vettel. Comunque, proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo, secondo me Antonelli avrà tutto il tempo di portarci a casa il titolo iridato anche seduto su una Ferrari».
NO SENNA. Come tutti, anche Arrivabene è rimasto a bocca aperta davanti al capolavoro dell’Harry Potter bolognese sul tracciato di Montecarlo.
“Il talento lo conoscevamo già ma a me ha colpito soprattutto la freddezza mostrata da Kimi. Alla seconda partenza aveva accanto un mostro sacro come Hamilton, non so se mi spiego. Beh, il ragazzo non ha fatto una piega. Io accetto il paragone con Senna in termini di abilità al volante, ma c’è anche una differenza. Ayrton era un mistico, aveva in senso buono una visione quasi maniacale del suo mestiere. Antonelli no, mantiene un approccio da guascone, perfettamente legittimo per un ragazzo che nemmeno ha vent’anni. Credo che questo sia merito della famiglia che ha attorno. E sebbene sia stato mio rivale quando dirigevo la Ferrari, si’, e’ giusto anche fare i complimenti a Toto Wolff, per come ha guidato la crescita di Kimi…”
LECLERC. Infine, sulle polemiche monegasche che hanno accompagnato Carletto l’ex numero uno della Signora in Rosso si schiera con il pilota: “Al netto dell’uscita di pista -mi ha detto Arrivabene- Leclerc aveva ragione ad essere arrabbiato con la Scuderia. Fargli fare il pit stop in coda a Hamilton penalizzato e’ stato assurdo, non mi sarei stupito se Charles avesse gettato via il volante!”

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