Hamilton is back (ed è solo l’inizio)
Ormai già la voce che lo abbiano visto trasformare l’acqua in vino ai tavoli del Montana, il ristorante di Fiorano tanto amato da Michael Schumacher. Forse non per caso, Lewis Hamilton ha conquistato proprio a Barcellona la sua prima vittoria vestito di rosso. Cioè sulla stessa pista che celebrò il trionfo numero uno del campionissimo tedesco in sella al Cavallino. nel 1996.
Non tenterò nemmeno di trattenere l’emozione che accompagna un evento oggettivamente storico. Il sette volte campione del mondo non vinceva una gara dalla estate del 2024. E la Signora in Rosso era a digiuno da 34 gran premio. Una enormità, per chi conosce e ama la leggenda di Maranello.
Quanto combinato da Hamilton in Catalogna riporta alla unicità dei fuoriclasse. È inutile negarlo: per un lungo periodo, facciamo per l’intero 2025, era diventato praticamente normale dubitare della credibilità residua del Baronetto. Sembrava quasi in pensione anticipata. E invece stava preparando una rinascita che ha pochissimi precedenti nelle cronache dell’automobilismo.
Soprattutto, questo eroe antico, che viaggia sull’asfalto della Formula 1 dal remoto 2007, ha saputo conquistare la fiducia della Scuderia. Non si è rassegnato, ma si è fatto carico di una crisi identitaria che evidentemente domandava un supporto di leadership. E può darsi ci sia questa consapevolezza dietro il difficile momento di Leclerc, sfortunato in Spagna ma di nuovo lontano dai livelli del sempre più ingombrante compagno di squadra.
Così, eccoci qua. La Mercedes che sembrava invulnerabile è stata sconfitta. È stata battuta per la prima volta nella stagione dall’uomo che ha più di ogni altro contribuito al mito della casa della stella. Adesso rimane da capire dove l’Hamilton Ferrarista possa spingere la sua stupefacente resurrezione. È secondo nella graduatoria iridata, ha finalmente in mano una macchina che sembra avere risolto parecchi problemi. Per di più, il campionato è lunghissimo. Hai visto mai?
E anche giusto aggiungere che dietro e dentro l’impresa del fuoriclasse ci sta il lavoro che, sicuramente tra molte critiche, la squadra diretta da Fred Vasseur ha saputo portare avanti nelle ultime settimane. Ora si tratta di insistere, perché l’asticella si è alzata.
In coda a queste riflessioni, segnalo il dispiacere per il ritiro di Antonelli. L’Harry Potter di Bologna si era dimostrato comunque più forte di Russell. Ora vedremo come reagirà a quella che è la prima disavventura della sua formidabile annata.
Infine e con il cuore in mano, in questa Formula 1 che ormai è la storia sportiva dell’anno, insisto e ribadisco. C’è poco da fare, amici miei, la magia della Ferrari è qualcosa di irresistibile. Vedere uno come Hamilton, oltre 100 volte primo sotto la bandiera scacchi, piangere come un bambino sul podio di Barcellona, beh, non ha prezzo.
E anche questo è un merito del Drake, fidatevi.
