Leclerc e la sindrome Alesi (secondo Alesi)
in
Formula1
- In occasione del Gran Premio d’Austria, la mitica Brabham motorizzata Alfa Romeo di Niki Lauda sarà portata in pista da Jean Alesi.
Per me Giovannino è come un fratello. Ho raccontato dal vivo i suoi anni in Ferrari e non solo. Erano altri tempi, era possibile costruire un rapporto sincero con i campioni, senza il filtro di agenti, procuratori, sponsor, eccetera.
Sebbene abbia vinto appena un Gp con la Rossa, credo che Alesi rimanga uno dei piloti più amati dai fans del Cavallino. Rammento il dispiacere di tanti quando nel 1985 fu annunciato il suo congedo. Arrivava Schumi e non c’era da discutere. Ma Jean era uno di noi e tale è rimasto.
Ho pensato di scomodarlo per una ragione semplice semplice, che riassumerò in una domanda.
Questa.
Ma non è che Leclerc ha la sindrome Alesi? Cioè è destinato a fare la fine di Giovannino, adorato dai più (Orco a parte, ehm ehm) ma destinato a non conquistare una beata mazza in carriera?
“No, per niente -mi ha risposto il siciliano di Francia- Il paragone non sta in piedi. E se vuoi posso tentare di spiegare il motivo”.
Prego.
“Allora, ammetto che una similitudine c’è, tra noi. Io capitai a Maranello in un periodo di crisi tecnica, tanto è vero che il mio grande amico Michael, un gigante, mica vinse subito! Leclerc ha vissuto una situazione analoga. Però…”
Però?
“Lui non deve dimostrare nulla. E’ un top driver e l’ha dimostrato. Dopo di che, il fatto che abbia deciso di prolungare il contratto indica che Charles crede nel progetto tecnico, ha visto qualcosa che gli trasmette fiducia”.
Quindi si riprenderà.
“Sicuro! Sai, ci sono momenti, nella vita di ogni pilota, in cui tutto va storto. A lui è accaduto di recente”.
Non è l’effetto Hamilton?
“Escluso. Lewis non aveva certo disimparato a guidare. Sono stato felice per la sua vittoria di Barcellona. So quanto ci tenesse. Mi lasci fare una battuta?”
Anche due.
“Hamilton mi ha raggiunto. In Ferrari stiamo uno a uno, come successi!”
Ma secondo te questa Ferrari del 2026 può pensare di riaprire il discorso mondiale?
“Vuoi la verità?”
Beh, per forza.
“Allora no. La Ferrari ha un progetto molto buono, e’ competitiva ma è inferiore alla Mercedes. Le Frecce d’Argento non le prendi, quest’anno. Puoi vincere qualche gara, questo si’. Ma il titolo è fuori portata”.
Chi lo prende?
“Antonelli. Il ragazzo è troppo forte. Guarda che Russell non è uno fermo, a me piace. Ma sul passo gara Kimi lo bastona. In corsa, Kimi è un animale! E poi mi piace come persona, e’ un giovane adorabile”.
Ti piace anche Vasseur?
“Si, si. Fred ha esperienza, nelle categorie minori ha imparato a gestire un team, i piloti. Deve poter portare avanti il suo lavoro. La Ferrari ha cambiato troppo e troppo spesso”.
E del nuovo regolamento che mi dici?
“Ti dico che io ho una età e tu pure. Quando noi due andavamo in concessionaria a Sassuolo o a Modena, trentacinque anni fa, mica trovavamo le macchine che ci sono adesso! E’ cambiata la tecnologia, pretendere che i piloti di F1 guidino come guidavo io non ha senso. Io rispetto chi vive di nostalgia, ma rifiutare il progresso solo nelle corse, come si fa? Io ai miei tempi mica pilotavo la Ferrari di Lauda, via. Poi se chi non è d’accordo con me pensa che io affermi questo perché sono un ambasciatore della F1, vabbè, evidentemente non mi conosce…”
Ti conosco in compenso io, carissimo Giovannino.
