Raikkonen è tornato in Ferrari (con il figlio Robin)
La nostalgia, ancora.
Mi dispiace, lo scrivo con sana misericordia, per quei pochi che non comprendono come il successo di questo ameno luogo, che tra poco avrà vent’anni!, dipenda appunto dalla consapevolezza che la memoria è un valore, che è una scempiaggine credere al mantra uno vale uno, perché non è vero, non è mai stato vero, in ogni ambito.
La storia, eh.
Kimi Raikkonen, dopo tanti anni, è tornato a Maranello. Lui è uno dei nove esseri umani che possono dire di aver vinto il mondiale di F1 con la Ferrari.
Nove.
In poco meno di un secolo, va mo la’.
Se non si comprende questo, non si afferra il senso.
La Ferrari sarebbe quello che è senza tutto quello che si tira dietro?!?
Dopo di che, KR7 è diventato quello che non voleva diventare. Me lo aveva già detto dieci anni fa: non gli piace il ruolo del nuovo Scheckter.
Jody, quello che per ventuno anni si trasformò in un inafferrabile idolo figlio della memoria.
Poi arrivò’ Schumi.
Raikkonen e’ andato a mangiare al mitico Montana ed era accompagnato dal figlioletto Robin. Che narrano faccia cose strabilianti nel kart, tanto che la Red Bull ha pensato di inserirlo nella sua Accademia per i piloti del futuro.
Magari ci penseranno anche a Maranello, chissà.
Kimi, come aveva narrato nella intervista qui pubblicata recentemente, è molto incuriosito dai progressi del Kimi di Bologna.
Mi ha anche raccontato che si è molto divertito quando , credo in Cina, lo speaker della cerimonia di premiazione ha…confuso un Kimi con l’altro.” Mi hanno fatto vincere un Gran Premio in più!”.
Sul futuro della Rossa, e’ cautamente ottimista.
Ah, il mio ultimo campione del mondo!
Ps. Sotto l’irresistibile Quattropalle promette di pubblicare la foto in quel del Montana. Vediamo se è più affidabile delle batterie Mercedes…
