Profondo Rosso

Doccia gelata sui sogni Ferrari

Mettiamola così.

La Ferrari dello Spielberg è un antidoto meteo.
Con il caldo che fa, ci voleva proprio una doccia gelata. Solo che la modesta prestazione della Ferrari sull’asfalto austriaco è una autentica secchiata di ghiaccio sulle speranze alimentate dall’impresa di Lewis Hamilton in Spagna.
È inutile girarci attorno. Il mito della Azienda di Maranello, non debbo spiegarlo a chi mi segue in questo ameno luogo, genera sistematicamente entusiasmi calorosi all’indomani di una vittoria. Per giunta, stavolta era stata annunciata l’introduzione di importanti modifiche al motore. La faccio breve: non hanno funzionato. La Ferrari è stata assolutamente non competitiva in una domenica che ha invece rilanciato le ambizioni di Russell, un pilota tanto tosto quanto antipatico, giusto per usare un eufemismo.
Sarà bene cercare di comprendere cosa abbia limitato le vetture del Cavallino, anche perché il vecchio zio baronetto ha guidato un’altra volta molto bene, venendo però costretto ad accontentarsi di un insignificante quinto posto.
Peggio mi sento se penso a Carletto. Chiaramente Leclerc sta conoscendo un periodo di disagio anche psicologico, aldilà dei limiti già descritti della vettura. Sta perdendo il confronto in famiglia con Hamilton ed è possibile che questa realtà inattesa (da lui, almeno) lo stia condizionando oltre misura. Dopodiché, come banalmente si usa scrivere spesso, è giusto che per un pilota il primo avversario sia il compagno di squadra. Ora, con tutto il rispetto Hamilton mica è Sainz! E lì, in questo conflitto, non ti può aiutare nessuno. Ti devi aiutare da solo.
Vengo adesso al mio figlioccio, l’Harry Potter di Bologna. In due gran premi, fra circostanze sfavorevoli, suoi errori e colpi bassi della sorte, Antonelli ha perso 28 punti nei confronti del compagno di scuderia. Non sono pochi, soprattutto nella logica aritmetica di un campionato che sembra purtroppo destinato a protrarsi sotto forma di una sfida iridata riservata esclusivamente alla Mercedes. Debbo però aggiungere che in Austria Kimi ha reagito da campione alle difficoltà iniziali, presumibilmente propiziate dai freni. Nel finale gli sarebbe servito un giro in più per dare l’assalto al secondo posto di Verstappen. Di sicuro, all’interno della citata Mercedes si respira ormai un clima da guerra fredda, destinata a diventare caldissima se nella lotta non si inseriranno altri protagonisti.
E così torno alle perplessità suscitate dalla Rossa. Che non può permettersi la rassegnazione. Niente è meno tollerabile dell’anonimato, per la scuderia di Maranello. La stagione è ancora lunghissima, i difetti della monoposto sono evidenti, c’è un gap di potenza nei confronti della Mercedes e forse anche della stessa Red Bull, rilanciata sul circuito di casa dai soliti numeri da fuoriclasse di Max Verstappen.
Tra pochi giorni la Formula 1 torna in pista a Silverstone, cioè nella tana di Hamilton, nonché nel luogo che regalò alla Ferrari la prima storica vittoria nel 1951 con Froilan Gonzalez.
Dite che come stimolo dovrebbe bastare?

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