La gioia di Leclerc, il dramma di Kimi
In fondo è questa la grande bellezza dell’automobilismo. Era quasi inevitabile, alla luce degli eventi più recenti, immaginare un Carletto con la scimmia sulla spalla, alle prese con un disagio forse persino più emotivo che Tecnico.
E adesso, eccola qua, la risposta. Leclerc ha reagito come sapeva, come doveva, come poteva, come voleva. La sua esibizione sull’asfalto di Silverstone, che tanto rappresenta per chi conosce e ama la storia della Ferrari, è stata perfetta. Non vale manco la pena di attardarsi a discutere con chi non rispetta il talento di questo campione, che, come ho sempre sottolineato, in anni lunghi difficili ha saputo offrire molto, se non addirittura moltissimo, alla causa di Maranello. Quindi, sono felice per lui, per come ha guidato, per quanto ha dimostrato di sapere, potere e volere continuare a dare a quella causa che per uno come me è semplicemente puro sentimento.
Allargando il discorso e ricordando quello che ci raccontavamo alla vigilia della trasferta inglese, sarà anche il caso di sottolineare come la gente Ferrari abbia saputo lavorare nel modo giusto. In pochi giorni, dall’Austria all’Inghilterra, si è visto un recupero di competitività che era tutto tranne che scontato. Ergo, complimenti al curato di campagna Fred Vasseur e al suo gruppo. Si intende che Mercedes rimane favorita per la conquista del titolo, ma ci stiamo avvicinando al giro di boa della stagione e la Ferrari vanta due vittorie ed entrambi i piloti non così distanti da chi guida il campionato…
Vengo adesso il mio figlioccio Antonelli, banalmente per dire che credo non abbia mai guidato così bene come a Silverstone. Stava facendo una gara fantastica e sono fermamente convinto che senza il guaio tecnico (almeno credo sia stata una questione di affidabilità) sarebbe riuscito ad andare a scavalcare Leclerc. Dopodiché ci si è messo di mezzo il destino sotto forma di apparente fragilità della macchina. Ma, lo confesso a cuore aperto, mi sono commosso vedendo l’ostinazione con la quale Harry Potter ha preteso di restare sulla pista, nel disperato tentativo di guadagnare almeno un punto. Certo è paradossale la situazione che si è creata: un Russell che poteva lamentarsi di una foratura ma che per il tutto weekend era andato nettamente più piano del bolognese, alla fine della fiera in un colpo solo ha recuperato 18 punti. Che peccato, eh.
Per quanto riguarda Hamilton, mentre scrivo queste righe nulla so del presunto problema con una bandiera gialla. Certamente non è stato agevolato dalle tumultuose circostanze in coda alla gara, ma ci aveva messo anche del suo, con quella falsa partenza che sarebbe stata evitabilissima. In ogni caso, il vecchio baronetto non può essere escluso da discorsi, lo ammetto vagamente folli, che riguardano la lotta per la conquista del titolo mondiale.
E chi avrebbe mai immaginato di scrivere una frase così appena giovedì scorso?
