Spa, fra Ayrton, Schumi,KR7, Leclerc e Kimi
Si fa presto a dire Spa.
Non c’è luogo della F1 che io abbia amato come le Ardenne, teatro a breve di una nuova sfida.
Intimamente, credo dipenda da tre fattori.
Anzi, da alcuni esseri umani che hanno attraversato la mia vita.
Non riesco manco a raccontare cosa abbia rappresentato fare un giro del mitico tracciato su una Honda di serie.
Credo fosse il 1991 o giù di lì.
Senna stava lasciando il paddock e penso’ bene di offrirmi un passaggio, per raggiungere il parcheggio dei giornalisti.
Eh, mica era una F1 biposto, per carità.
Però ti fai l’Eau Rouge e guida Ayrton e puoi solo chiudere gli occhi.
A volte ripenso a quegli istanti e capisco che vivere è una somma di frammenti che ti restano conficcati nel cuore.
Forever.
E poi c’è Bruce Springsteen.
Lo adoro dai remoti tempi della giovinezza. Ero a San Siro al suo primo mitico concerto italiano, nel 1985. Sono pure andato a vederlo a Broadway, nel suo show teatrale.
E insomma nel 1991 (qui sono sicuro della data) stavo sulle Ardenne e vedendo un certo Michael Schumacher classificarsi settimo in qualifica con la Jordan, ecco, mi venne in mente la frase di un giornalista che aveva assistito ad un concerto dell’ancora poco conosciuto Boss.
La frase grosso modo era: ho visto il futuro del rock and roll e si chiama Bruce Springsteen.
Ora, bisogna essere pazzi e quando si è giovani la follia è un must, non un optional. Dunque, quel sabato del 1991 nel mio articolo per il giornale della domenica mi ricordai del Boss.
E misi nero su bianco: ho visto il futuro della F1 e si chiama Michael Schumacher.
Più che una intuizione, fu oggettivamente una botta di culo.
In verità, io a Spa dal vivo non ho visto nessuno all’altezza di Ayrton e Schumi. Anzi, forse uno si’.
Kimi Raikkonen.
Per chi come me pensa che le Ardenne siano il paradigma del valore assoluto di un pilota, beh, è sempre stato significativo il fatto che il pur bravo Alonso non abbia mai toccato palla, a Spa.
Coincidenze?
Forse.
Ma diceva Agata Christie: un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi però tre indizi fanno una prova.
Ancora.
Non può essere un caso.
Charles Leclerc ha vinto sulle Ardenne il suo primo Gp. Mi sembra difficile possa ripetersi nel prossimo week end, ma il talento per riuscirci Carletto ce l’ha.
E per tutto quello che ho appena narrato non mi stupirei se domenica trionfasse il mio Harry Potter personale.
Magari mi sbaglio, ma Kimi Antonelli sembra proprio fatto della stessa pasta di quegli illustri predecessori.
