Hamilton-Ferrari, il suicidio perfetto
Lo scrivo al netto delle decisioni che potranno prendere i commissari di gara a proposito dei convulsi eventi che hanno caratterizzato le qualifiche in Ungheria.
Sul glorioso fumetto Alan Ford c’era un personaggio che si chiamava De Suicidis. Divertentissimo, cercava sempre di farla finita e invece danneggiava esclusivamente chi gli voleva bene.
Chiedo scusa: ma come si fa a spedire Lewis Hamilton davanti a tutti in pista nella fase decisiva della caccia alla pole? Dove sta la logica in una simile decisione, che ha coinvolto anche Leclerc?
Ovviamente parto dal presupposto che il muretto Ferrari abbia preso queste decisioni con piena cognizione di causa, ma da povero ignorante, reduce soltanto da 300 presenze o giù di lì ai box, io mi sono molto meravigliato. Con franchezza proletaria da provinciale, vista la situazione che si era creata, mi sarei aspettato che i ferraristi fossero tra gli ultimi a riprendere contatto con l’asfalto quando doveva appunto essere assegnata la pole.
È un’occasione perduta, a prescindere da quanto potrà accadere nella domenica del villaggio. Sarebbe stato anche emotivamente giusto che toccasse a Hamilton, sempre al netto di decisioni della giuria, infrangere il monopolio assoluto stagionale della Mercedes in materia di partenze al palo. Tra l’altro, il baronetto avrebbe potuto festeggiare una mitica 10ª pole sul tracciato ungherese.
A questo punto, ovviamente senza cattiveria e fermo restando che la Ferrari fa ancora in tempo per la mia gioia a vincere il gran premio, mi viene in mente una frase che mi consegnò un certo Jean Todt nella seconda metà degli anni 90, quando le vetture di Maranello ancora non erano le migliori in pista. Mi disse l’orrendo pinguino Francese, arrotando la erre come farete voi leggendo: vede caro Turrini, in attesa di diventare i più forti a livello tecnico, noi dobbiamo essere assolutamente perfetti in tutto il resto, nelle strategie, nelle scelte del muretto, della gestione degli eventi che accompagnano il weekend agonistico, perché così quando avremo la macchina più veloce non ce ne sarà più per nessuno.
Detto questo, con la spina del rimpianto nel cuore, è giusto fare i complimenti a Norris, che ha approfittato della situazione per riportare davanti a tutti la McLaren. Personalmente io sono convinto che, se non incasserà la penalità, Hamilton sia destinato a vincere la corsa. Nel caso invece il baronetto fosse costretto a partire più indietro, allora sarà Leclerc ad avere una enorme opportunità. Poi magari mi sbaglio, magari sul passo gara la Mercedes, fin qui non irresistibile, andrà a nozze e tutto rientrerà nella normalità. Eppure, come ho raccontato sin dalla prima riga, la mia sensazione è che la gente di Maranello, sempre al netto delle decisioni dei commissari, abbia sciupato una opportunità che prometteva di cambiare, se non le prospettive del campionato, quantomeno le dinamiche immediate della stagione.
Ci sentiamo domani.
