Ferrari, mai dire gatto se non è nel sacco…
Come diceva il Trap?
Mai dire gatto se non è nel sacco.
Vale anche per un ferrarista come me.
Viva la sincerità: mamma mia, che delusione! Tutti i sogni di milioni di ferraristi si sono spenti quasi subito, in Ungheria. Leclerc ha sbagliato la partenza, Hamilton si è trovato presto chiuso dalla tenacissima difesa di Verstappen e le speranze di una domenica Rossa sono evaporate. Aggiungo, già che ci sono, che non mi è sembrata nemmeno esente da errori la strategia del muretto.
Peccato, davvero. Perché non erano campate per aria le le aspirazioni della vigilia. Lo dimostra Il fatto che a dominare è stata la McLaren di Norris, una macchina e un pilota che non toccavano palla dalla fine del 2025. Insomma, l’occasione c’era, non è stata sfruttata e poco mi consola il fatto che la scuderia di Maranello abbia, paradossalmente, ridotto, sia pure di pochissimo, il distacco nei confronti di Mercedes nella classifica riservata ai costruttori. Ci sono ancora cose da sistemare e la pausa estiva dovrà essere sfruttata da Vasseur proprio per avvicinare quello standard di perfezione che è indispensabile per immaginare di lottare sempre per la vittoria, su ogni tipo di circuito.
Dopodiché, lasciatemi riversare su Kimi Antonelli la ormai consueta cascata di elogi. Stavolta il mio Harry Potter personale ha corso in una maniera diversa dal solito, nel senso che ha saputo adattarsi a circostanze non favorevolissime, partendo da dietro. È riuscito a salire sul podio, anche se di sicuro avrebbe voluto rinunciare all’ultima sosta (lo ha anche detto via radio!) per accarezzare l’ipotesi di un trionfo che sarebbe stato clamoroso. Però, l’italiano di Bologna ad ogni tappa colpisce sempre di più la fantasia popolare per la maturità che dimostra. È largamente in vetta alla classifica iridata, i meriti Mercedes non si discutono, eppure tra lui e il compagno Russell il divario è nettissimo.
Ora durante le vacanze Antonelli dovrà cercare di non pensare troppo ai numeri, perché davvero la consacrazione iridata continua ad avvicinarsi.
In coda, mi tengo la consapevolezza che questo strano campionato ha ritrovato un paio di protagonisti. Vedremo prossimamente se quello della McLaren è un fuoco di paglia, magari propiziato dalle caratteristiche del tracciato ungherese. Di sicuro, Norris è andato fortissimo.
E poi, poiché mi ostino a considerare l’automobilismo uno straordinario romanzo popolare, spendo le ultime righe per Max Verstappen. È vero, non ha vinto, si è accontentato del secondo posto. Ma ha firmato un sorpasso su Hamilton che è la sublimazione di tutto quello che pensiamo faccia di un pilota, un Fenomeno .
Beati noi che possiamo goderci un simile campione!
