Profondo Rosso

Sulla McLaren ha ragione il perfido Cola

Forse ha ragione il perfido Cola. Inteso come Luca Colajanni, glorioso PR della Ferrari dei tempi d’oro, adesso al servizio della McLaren.
Quando le macchine Papaya si sono riaffacciate là davanti, Maurizio Arrivabene, il mitico Iron Mauri, ha detto che probabilmente si trattava di un giochetto del sempre astuto Toto Wolff, per infastidire la Ferrari, vista come unica rivale della Mercedes, che a McLaren fornisce la power unit.
Il perfido Cola aveva prontamente replicato che si trattava di una balla sesquipedale. Dopodiché, eccoci qua: McLaren sembra davvero tornata, a dispetto della mezza delusione patita nella sprint vinta da Russell.
A occhio, la scuderia detentrice del titolo ha sistemato molti dei suoi guai. Come aveva promesso Andrea Stella, eh.
Non so se Norris abbia il passo per conquistare il secondo successo consecutivo. Però indiscutibilmente qualcosa è cambiato.
Per quanto riguarda la Ferrari, sommessamente propongo una moratoria, avendo la certezza che non verrà accolta dai frequentatori di questo ameno luogo. Mi spiego: al netto di ogni partigianeria, credo abbia pochissimo senso continuare a discutere sul rendimento di Hamilton e di Leclerc. Cioè: se prendiamo gli eventi legati alla sprint, indiscutibilmente Carletto è stato più competitivo. Ma se ci concentriamo sull’ora della qualifica, il vecchio zio baronetto è stato davanti al monegasco.
Più interessante a me sembra la vaga perplessità originata dalle prestazioni dell’amatissima macchina di Maranello. Era lecito aspettarsi qualcosa di più, anche se ancora deve essere disputata la gara vera e propria. Magari si rivelerà geniale la decisione di risparmiare un set di gomme morbide per il gran premio. Non lo so. In generale, in questa Formula 1 le differenze sono talmente ridotte che davvero possono essere i dettagli a capovolgere tutte le previsioni. Ad esempio, Hamilton ha dichiarato di essere molto fiducioso per la corsa. Poiché ritengo che non sia serio dubitare della sua competenza, aspettiamo.
Capitolo Antonelli. Finora, incappando anche in qualche svarione, l’Harry Potter di Bologna si è sostanzialmente difeso. È evidente che Russell è tornato dalle vacanze con una motivazione rafforzata. Peraltro, l’italiano ha la possibilità di amministrare il vantaggio accumulato fin qui. Però la partita rimane aperta, a scanso di equivoci.
Una cosa a proposito di Verstappen. In un mondo normale, ma ovviamente non è il nostro, chi aveva pomposamente sottolineato le minacce di abbandono dell’Olandese, in teoria pronto a mollare la schifosissima formula 1 del nostro presente, beh, dovrebbe porsi qualche domanda, visto che il quattro volte campione del mondo ha felicemente deciso di restare nel paddock.
Io adoro le persone che hanno la dote dell’ingenuità, a patto che possiedano la capacità di non farsi prendere per il naso. Suscita abbastanza malinconia l’atteggiamento di quanti immaginano una realtà che non esiste più. È legittimo coltivare rimpianti, come anche a me medesimo viene naturale. È invece deleterio scambiare, in ogni contesto, un moscerino per un elefante.
A domani.

comments powered by Disqus