Profondo Rosso

Antonelli soffre, Horner s’offre

  1. Suppongo che il titolo dica già tutto ai frequentatori di questo ameno luogo.
    Il mio Harry Potter personale soffre, perché come egli stesso ha spiegato, ecco, a Baku Antonelli ha commesso un errore“ stupido e non necessario“, consegnandosi ad una gara nella quale immagino sia difficile ripetere l’impresa di Monza, sebbene Russell abbia appena confermato la straripante superiorità della Mercedes.
    Per quanto riguarda la Ferrari, Hamilton ha candidamente confessato di essere ormai abituato al fatto che non funziona niente, ma è fuori discussione che Leclerc, collocando la macchina rossa in prima fila, abbia rifilato al baronetto una sonora legnata. Tanto dovrebbe bastare per mandare in pensione quanti, con grave sprezzo del ridicolo, si ostinano ad affermare che la Ferrari avrebbe dovuto determinare una gerarchia all’interno della squadra. Lasciamo stare, non ho voglia di farmi il sangue amaro.
    Dopodiché, formulerò un interrogativo non so quanto retorico. Quando Klopp si è offerto di allenare la Nazionale tedesca, chi di dovere gli ha subito mandato il contratto da firmare.
    Perché Klopp nel calcio ha una storia da vincente.
    Dunque, che si fa con Chris Horner che soffre, lontano dalla Formula 1 e dunque s’offre, con l’apostrofo, alla Ferrari?
    Come sapete, non si tratta di una semplice indiscrezione, bensì di una vera e propria autocandidatura.
    Classe 1973, britannico, già pilota senza troppe pretese in gioventù, Horner è entrato nella storia dell’automobilismo come massimo dirigente della Red Bull. Ha diretto il team, emanazione dell’impero delle bevande energetiche, per vent’anni, costruendo da zero una realtà capace di collezionare titoli mondiali a raffica, passando dall’era Vettel all’era Verstappen.
    Nel 2025, forse anche per le conseguenze di uno scandalo privato che aveva suscitato grande scalpore, Horner è stato licenziato in tronco dalla Red Bull. In realtà, sapete pure questo, a provocare la clamorosa rottura fu una serie di litigi proprio con la famiglia di super Max. Il padre di Verstappen, Jos, era arrivato a dichiarare che il figlio se ne sarebbe andato alla Mercedes nel caso in cui Horner fosse rimasto al timone della scuderia.
    Dopo il brusco addio, il nome del manager era stato associato a progetti che prevedevano il suo ingresso in qualità di azionista nella proprietà di un’altra squadra di Formula 1. Si era parlato in particolare della Alpine.
    Nulla, però, si è mosso e adesso Horner è uscito allo scoperto con una intervista rilasciata al quotidiano londinese “Times”.
    Le sue frasi meritano di essere qui riportate per intero: “Sono sempre stato un semplice dipendente, ho passato 21 anni seduto al muretto e non ho bisogno di tornare a farlo. A questo punto della mia vita, c’è solo un team per cui accetterei di non avere una partecipazione azionaria. La Ferrari è il marchio più importante della Formula 1. È il sogno. E possiamo dire che sia il gigante addormentato della F1. Sento di avere ancora un altro ballo da ballare. E Toto Wolff ha bisogno che gli si arruffino i suoi fott**i capelli”.
    Più chiaro di così!
    Di nuovo: che si fa?
    A tutti noi è nota la difficile situazione della Ferrari. La posizione di Fred Vasseur, da quasi quattro anni al vertice del reparto corse di La Rossa, è in bilico (eufemismo).Il malumore è palpabile, gli stessi piloti non hanno fatto nulla per nascondere la loro frustrazione. Per ora, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Benedetto Vigna tacciono sul delicato momento della scuderia. Ma indiscutibilmente l’autocandidatura di Horner è come un sasso lanciato nello stagno.
    Numeri, please.
    L’ultimo team principal della Ferrari a conquistare un titolo mondiale fu Stefano Domenicali, che guidò la squadra capace di aggiudicarsi il trofeo costruttori nel 2008 con Kimi Raikkonen e Felipe Massa al volante. Dopo, solo sconfitte, con Mattiacci come con Arrivabene, quindi con Binotto e infine con Vasseur.
    Nello stesso periodo, Chris Horner può vantare 124 GP vinti da team principal Red Bull, con 6 mondiali costruttori (2010, 2011, 2012, 2013, 2022 e 2023) e 8 piloti (2010, 2011, 2012, 2013 con Sebastian Vettel e 2021, 2022, 2023 e 2024 con Max Verstappen).
    Facciamo che l’ipotesi Horner di Rosso vestito e’ intrigante…
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