Con questa Ferrari sarebbe durissima anche per Horner
Sono sicuro che il mio Harry Potter di Bologna presterà molta attenzione, nei prossimi giorni, alle raccomandazioni paterne. Kimi Antonelli, oltre a possedere meriti straordinari, ha anche la fortuna di avere un papà saggio. Marco non ha mai smesso di insegnare al figlio che l’umiltà è la dote fondamentale di un campione vero. Kimi a Baku ha sbagliato in qualifica e ha permesso così a Russell di riavvicinarsi in classifica. Naturalmente il vantaggio del ragazzo italiano resta consistente, ma sarà bene evitare repliche. Anche perché all’interno della Mercedes George ha molti più amici di quanto si possa immaginare da fuori, visto che vive in quel garage ormai da diversi anni…
Detto questo, passo subito alla amatissima Ferrari. A scanso di equivoci, dovesse mai arrivare a Maranello, Chris Horner scoprirà presto che l’impresa è di quelle dannatamente difficili. E la riflessione vale pure per Vasseur, dovesse restare al posto che occupa attualmente, così come per altri candidati al delicatissimo ruolo.
Mi spiego. Nel presente, la Rossa è plafonata. La mediocrità è assoluta e per niente aurea. Come si è visto anche nella capitale azera, il gap di potenza, nei confronti dei motorizzati Mercedes e della stessa Red Bull, è imbarazzante. Gli aggiornamenti che sono stati portati nel corso dell’estate, beh, o non hanno funzionato o non hanno compensato i progressi della concorrenza.
Da cinque gare, la Ferrari non mette piede sul podio. A Baku abbiamo visto la Red Bull sfiorare la prima vittoria stagionale. Mai, nel contesto di una gara noiosa, resa eccitante solo da alcuni incidenti, per fortuna senza conseguenze per i piloti, mai, dicevo la Ferrari ha trasmesso la sensazione di poter lottare per qualche cosa di importante. La rassegnazione è andata al potere a Maranello. E questo non è un bene. Per nessuno, dai vertici della proprietà fino ai Tifosi.
Qui c’è poco da stare allegri, ecco. Lo stato d’animo dei piloti somiglia a situazioni emotive viste e vissute troppo spesso a Maranello, quando ancora al volante c’erano Alonso e Raikkonen oppure Vettel. Tutti campioni del mondo, esattamente come Hamilton. E tutti i prigionieri di un disagio che ha inghiottito anche chi, come Leclerc, non ha mai avuto l’opportunità di lottare seriamente per il titolo.
Andare avanti così è dura. Chi può, in un senso nell’altro, intervenga. Grazie.
