La Ferrari conferma la fiducia in Vasseur
È appena successa una cosa vagamente curiosa, tanto che trovo opportuno condividerla con chi frequenta questo ameno luogo.
In mattinata, con procedura d’urgenza, la Ferrari ha organizzato una video chiamata collettiva.
Motivo: ribadire, a scanso di equivoci, che il nostro curato di campagna, alias Fred Vasseur, continua a godere della fiducia dell’azienda. La quale azienda, sempre intesa come Ferrari, ha bollato come speculazioni tutte le ipotesi alimentate dalla bizzarra autocandidatura di Chris Horner
Molto bene.
Devo aggiungere che Maria Conti, la responsabile della comunicazione in quelli di Maranello, è una professionista esemplare. Che le sia stato affidato il compito di esporsi con una dichiarazione così netta e’ è importante, nonché rassicurante per il manager Francese.
Dopodiché, senza nulla togliere alla portata della notizia, nella mia veste di vecchio Zio rimbambito, beh, aggiungo che il massimo dell’efficacia sarebbe stato ottenuto con una bella esternazione in video del presidente Elkann o dell’amministratore delegato Vigna. Viviamo in un’epoca in cui l’immediatezza del messaggio conta moltissimo.
Ciò premesso, sono qui a ribadire un concetto che reputo francamente fondamentale.
La Ferrari è un patrimonio collettivo, appartiene alle emozioni di chi la ama. Al tempo stesso, è una azienda prestigiosissima. Deve quindi essere la proprietà a fare le scelte, nonché ad essere convinta di quello che fa. Non è questione, come stupidamente si afferma oggi ad ogni piè sospinto, di metterci la faccia: è proprio che nessun Manager può lavorare bene se non ha il sostegno degli azionisti.
Da qui non si scappa.
E sarebbe ben grave se, fra qualche gran premio, anche a fine stagione, le cose dovessero cambiare.
In Formula 1 non è ammissibile la fiducia a termine.
Lascio da parte qualunque presunto retroscena, nel senso che so benissimo che ci sarà chi vorrà sostenere che Vasseur ha preteso questa testimonianza di solidarietà.
D’altra parte, chi lavora in Ferrari di tutto può sorprendersi ma non della pressione che circonda l’ambiente, a maggior ragione in assenza di risultati. Inoltre un tizio come Horner ha tutto il diritto di offrirsi a chi gli pare. Se non interessa, basta ignorare l’autocandidatura.
E adesso andiamo pure avanti.
