Profondo Rosso

Cosa ci insegna questo Verstappen

Ovviamente verrò smentito in tempo reale, eppure continuando così Verstappen potrebbe vincere tutte le gare che restano in calendario.
Lo segnalo perché i fans dell’Olandese, ferocemente ostili al nuovo regolamento, può darsi che ora, come sto notando anche in questo ameno luogo, provvedano a cambiare la loro opinione. Eh, la coerenza è chiaramente una regione montuosa della Bulgaria…
Invece e a scanso di equivoci, il regolamento rimane una schifezza. La differenza la sta facendo il campione, che io considero uno dei più grandi di tutti i tempi, assieme alla qualità della organizzazione Red Bull. Ancora una volta, i bibitari ci stanno dimostrando come sia possibile migliorare in corso d’opera. La Red Bull di primavera era impresentabile. Adesso, rischia di essere quasi imbattibile, naturalmente anche per merito di chi la guida. Sarebbe il caso di riflettere su questa cosa, visto che ormai da quasi vent’anni dalle mie parti, cioè a Maranello, ci siamo abituati alla rassegnazione dopo due o tre gare.
Detto questo, la Ferrari di Singapore è stata molto dignitosa. Hamilton ha sbagliato qualcosa nel tentativo estremo in qualifica, ma nella bizzarra sprint era stato formidabile. E Leclerc, sul giro secco, ha dato ragione a quelli come me che pensano sia in possesso di un istinto naturale per la velocità che lo renderebbe degno di una macchina francamente più competitiva. Non ogni tanto. Sempre.
Vedremo cosa accadrà nella notte della domenica. Verstappen, come non mi stanco mai di ripetere, è un fuoriclasse assoluto. Io, lo confesso, quando lo vedo davanti a tutti mi riconcilio con l’idea che l’automobilismo sia ancora in grado di rispettare l’elemento umano. Non pretendo di essere condiviso da tutti in questa mia convinzione, però sono fermamente convinto che i miei posteri, fra mezzo secolo, riconosceranno nell’olandese un gigante.
Gigante forse diventerà, in prospettiva, anche il mio figlioccio. Antonelli sta facendo i conti sia in una logica di classifica mondiale, sia con l’appannamento delle prestazioni Mercedes. Di sicuro Russell gli sta dando una grossa mano, ripensando a quanto è accaduto nella sprint. Ma Harry Potter merita tutto questo, per quello che ha fatto quando aveva in mano la vettura migliore e anche per quanto sta facendo adesso in un contesto tecnico diverso.
Ci rileggiamo domani.

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