Profondo Rosso

Nuove regole, la F1 che vorrei

Sulle ipotesi di nuove regole per la Formula Uno dal 2021 in poi, onestamente io sono una delle persone meno indicate per una...consultazione. In materia tecnica sono dichiaratamente ignorantissimo, per quanto reiteratamente confortato dalle figuracce di presunti sapientoni.
Ciò premesso, in linea di principio io sono per una F1 più semplice. Meno diabolicamente connessa alla cultura del cavillo. Con uno slogan da osteria, direi meno cavilli e più cavalli, ecco.
Aggiungo che il romanticismo nostalgico non mi impedisce di cogliere il senso di una esigenza. I tempi sono cambiati, non ci sarà mai più una macchina da Gran Premio da 1200 cavalli, con gomme buone giusto per un giro da pole eccetera. Io ho vissuto quell'epoca, ho visto dal vivo i piloti anni 80 che erano eroi in groppa ad autentici mostri di potenza.
Mi piaceva? Si. Torneranno quei tempi? No. È cambiato lo spirito, è diverso il contesto.
Io non me intendo, lo ripeto. Se mi chiedessero un parere, sommessamente suggerirei di far scrivere le regole 'anche' agli appassionati.
Mi spiego.
Il problema non sta tanto nella configurazione della power Unit o nella smania di abbattere i costi (per poi spendere i soldi in stupidaggini).
Il guaio, non da oggi, è la penuria di emozioni in pista.
Bisogna stare attenti al rischio wrestling cari agli americani di Liberty Media, per carità. Ed è indispensabile rispettare l'identità dei grandi costruttori, senza i quali la F1 diventa il paradiso dei garagisti. Simpaticissimi, ci mancherebbe. Ma a me un mondiale senza Ferrari non interesserebbe e oltre a Mercedes, Renault e Honda vorrei altri grandi marchi dell'automobile sulla scena.
Io lavorerei per rendere compatibile il ruolo dei costruttori di serie con un più diffuso equilibrio in gara. So che è l'araba fenice, eppure in trent'anni non hanno mai seriamente provato a prenderla, l'araba Fenice.
Auto più semplici. Ma con obbligo di montare parti che siano utilizzabili sulla produzione di serie.
Meno elettronica per i drivers, chiamati a governare in prima persona la prestazione.
Gomme libere. Il fornitore ne prepara di quattro tipi? E ogni squadra fa la scelta che preferisce, a suo rischio e pericolo.
Qualifiche show al venerdì.
Un Gran Premio "corto" al sabato, 45 minuti, con punteggio dimezzato.
La gara vera e propria la domenica.
Sono sciocchezze, lo so. Ma abbiamo perso una intera generazione fra corse noiose, scarichi soffiati, sospensioni misteriose, cose che il tifoso 'normale' non ha mai capito.
Provare a battere strade nuove forse non è un errore.

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