Ehi, in Mercedes non sono samurai invincibili
Mai dire mai.
Mi dispiace che alcuni tra voi, considerata tutta truccata la Formula Uno, abbiano deciso di lasciarmi solo proprio nel momento in cui la Ferrari è in testa a entrambi i mondiali!
Scherzi a parte, la bellezza dell’automobilismo sta in queste cose. Nella riscoperta di emozioni indicibili.
Voglio dire questo.
In Mercedes NON sono samurai invincibili.
È clamorosa la doppia rottura di Bottas e Hamilton.
La Ferrari ha capitalizzato in maniera straordinaria: non ha sbagliato la chiamata del pit stop e ha potuto contare sui suoi grandi piloti.
Al plurale.
E taglio subito la testa al toro e al topo: sarebbe stato oltraggioso impartire ordine di scuderia nel finale a Raikkonen e a Vettel, perché non siamo a fine stagione, perché il vecchio zio è terzo in classifica e infine perché quello che pensavo su Todt a Zeltweg nel 2002 (ma anche nel 2001 l’aveva fatto, per un piazzamento!) lo penso sempre.
La cosa fondamentale, ripeto, è che Toto Wolff e i suoi non sono samurai invincibili: vedi anche gestione della virtual safety car.
Si può fare, anche se molti mi lasceranno solo perché è tutto un trucco.
Hamilton piagnucoloso. Troppo.
Verstappen dopo la figuraccia di Montecarlo ha messo la testa a posto: mi stavo quasi scordando che il Gran Premio l’ha vinto lui.
Grande prestazione del motore Ferrari, se prendiamo i risultati della Haas e della Alfa Sauber.
Che domenica.
I feel so good.
