Per Schumi2 un sedile da F1 (non da FE)
L’altro giorno Mick Schumacher ha compiuto vent’anni.
Era a casa sua.
In Ferrari.
Gli hanno preparato il sedile per la monoposto di Vettel e Leclerc.
Come ho scritto sui miei giornali, dopo l’imminenet debutto in F2 Schumi junior potrebbe debuttare sulla Rossa nei test del Bahrein post Gran Premio.
Sarebbe una bella idea e comunque uno che si chiama Schumacher è da motore termico, al massimo ibrido.
Eppure, forse, qualcosa dalla vituperata Formula E ci sarebbe da imparare.
Si legga, in proposito, il pistolotto sotto dell’elettrico Marco Santini.
SANTINI SCRIPSIT
Cari amici cloggari in trepidante attesa del riscatto rosso in Bahrain, ho per voi una domanda. Cosa vorreste, esattamente, dalla Formula 1 dei vostri sogni? Sia chiaro: non mi riferisco ai risultati in quanto, al netto delle gioie, nell’era Schumi abbiamo vissuto anni noiosissimi come il 2002 e il 2004. E non mi riferisco neanche a discorsi puramente tecnici, dove ad esempio già immagino un plebiscito per il ritorno ai motori V12. Io ad esempio vorrei qualcosa che, al netto dell’immensa passione, non mi facesse pentire di aver puntato la sveglia alle 6 di mattina. Il tema è legato al tipo di intrattenimento che ci si aspetta dal Circus: cosa dovremmo fare per evitare che lo spettatore medio spenga il televisore dopo la partenza? Ok, il lettore di Profondo Rosso non è certo il tifoso della domenica che cambia canale dopo la prima curva... Però mi domando: quanti di voi possono dire di essersi davvero divertiti davanti alla diretta di Melbourne? E se tra le dune del deserto dovesse confermarsi il dominio schiacciante delle frecce d’argento, quanti tifosi perderebbero interesse nel fare un’alzataccia per Shanghai? Perchè lo scempio visto in Australia non è stato solo quello delle performance Ferrari, ma anche quello di un numero di sorpassi che non sembra aver beneficiato dei nuovi regolamenti sulle ali. Non solo infatti resta in essere un distacco abissale tra i tre top team e gli altri, ma all’Albert Park è bastata una strategia differente di Giovinazzi a creare un trenino infinito di vetture degno del peggior traffico dell’EUR. Il mio vuole essere un semplice invito alla riflessione critica: al netto della passione per il Cavallino, nel Motorsport non esiste solo la Formula 1. Credetemi che il rischio, guardandosi in giro, è di trovare categorie molto più godibili, al netto di un livello dei piloti leggermente inferiore. C’è tanto da imparare e gli americani di Liberty Media lo sanno bene. Ben venga l’opposizione a castronerie come la limitazione dei test o l’introduzione del DRS, per carità. Ma credo che per il bene dello sport dovremmo anche essere aperti al cambiamento, a meno di non voler diventare come quei vecchi davanti ai cantieri capaci solo di criticare il lavoro altrui. So di non riscuotere grande successo qui dentro parlandovi di Formula E, ma a Sanya c’è appena stato, con Vergne, il sesto vincitore diverso in sei gare, per altrettanti costruttori. A mio avviso, una cosa da copiare dalla serie full-electric ci sarebbe: il format delle qualifiche. La sessione di qualifica delle zanzare elettriche prevede la divisione dei 22 piloti in 4 gruppi, mandati in pista in ordine di classifica. Nel nostro caso dunque, a scendere in pista per primo in Bahrain per un singolo giro lanciato, ci sarebbe Bottas, con le due Williams a chiudere l’ultimo gruppo. E quindi immaginatevi Kubica ad effettuare il giro con le condizioni di pista migliori, con i top team costretti a pulire la pista dalla sabbia per i rivali. I sei più veloci si sfidano infine in una Superpole, sempre a giro singolo, per le prime tre file. Sarebbe la soluzione a tutti i mali? Assolutamente no, ma potrebbe essere una soluzione per non veder partire davanti sempre gli stessi... E magari un Hamilton pronto a scattare dalla terza o quarta fila porterebbe ad una gara più godibile per tutti. E voi, avete idee migliori?
