Profondo Rosso

Leclerc come Diabolik: ma chi sei?

Ancora su Carletto nostro.

L’effetto Leclerc è appena all’inizio. Certo, molto se ne parla come antidoto al delirio di potenza Mercedes: eppure, qualcosa sta nascendo, in termini di sentimento popolare.

Ne rende testimonianza anche l’intervento dell’editorialista cofondatore del blog Otelma.

OTELMA SCRIPSIT
dopo aver assistito allo spettacolo del GP di Inghilterra, posso dire di avere l’animo leggermente allegro. Si, ok, ci hanno presentato l’ennesima dimostrazione di forza della Mercedes. Dico, sbattere lì il giro più veloce all’ultimo giro, con gomma hard con 30 giri sul groppone, vuol dire una cosa sola: chiudete pur tutto e buonanotte. Hamilton è bravo, bravissimo, evviva. Ma ora non me ne vogliano i suoi tifosi e soprattutto chi si prende la briga di tradurre i miei deliri in inglese per postarli in terra d’albione, ma nella sua trionfale cavalcata che si concluderà con l’abbattimento di ogni record, il fatto di guidare una macchina così superiore lo ha aiutato non poco. Curiosamente, i detrattori di Vettel sostengono che ha vinto, in passato, solo grazie alla Red Bull di Adrian Newey, mentre oggi sta passando il messaggio che tutto il merito dei successi nel presente di Hamilton è merito del medesimo. Hamilton infallibile, Hamilton che fa sempre la cosa giusta… E se domenica invece di fare quella strategia assurda su Bottas (perché le gomme gialle? Perché costringerlo a fare 2 pit stop?) fanno anche al finnico la strategia su una sosta sola? Mah. Comunque, ciò di cui volevo parlare oggi è ben altro, cioè lo spettacolo che ci hanno offerto i due ragazzini, Verstappen e Leclerc. Che dire? Emozioni, emozioni allo stato puro. Su Verstappen resta poco da dire: il ragazzo è sempre stato piuttosto veloce e ha sempre dimostrato un gran manico in pista, gli mancava un pizzico di maturità per capire quando era il caso di alzare un attimo il piede evitando una collisione. Oggi è molto vicino alla perfezione, riuscendo ad essere velocissimo pur senza combinare guai. La sorpresa è Leclerc: velocissimo già dalle qualifiche, velocissimo in gara, incredibile nella difesa della posizione. Ebbene sì, l’unica consolazione per gli appassionati della F1 a Silverstone sono stati i duelli che si sono visti dietro alle due Mercedes.

Leclerc che difende la posizione su Verstappen, Leclerc che passa Gasly in un punto dove è impossibile sorpassare, ma Leclerc non lo sapeva per cui ha sorpassato lo stesso, Leclerc che nonostante una strategia assurda che lo ricaccia dietro anche a Gasly, non si arrende mai. Insomma, se il presente ci fa piangere, il futuro appare sorridente. Perché è quando le cose girano male che si vedono i campioni in grado di fare i numeri. A me appassiona un Verstappen che con una Red Bull si gioca il podio ad ogni GP, un Leclerc che è già andato vicino alla vittoria più volte e più volte è già salito sul podio. Mi piace vedere i piloti che lottano con una vettura inferiore alla concorrenza, non a caso per me lo Schumacher migliore lo abbiamo visto prima del 2000 e sicuramente non nel 2002 e nel 2004, quando aveva una macchina assolutamente superiore alle altre. E’ nella difficoltà a resistere a un pilota dietro di te che girerebbe ½ secondo più forte che si vede il campione, che si vede quello che “guida sopra ai problemi della macchina”. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E mi sa che Leclerc è duro parecchio.

Chiudo citando il titolo di un famoso fumetto: Diabolik, chi sei? Appunto: Leclerc, ma chi sei?!?

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