Profondo Rosso

L’atroce meraviglia di essere ferraristi

El atroz encanto de ser ferrarista.
Quando usciranno, postume, le mie memorie, nella versione spagnola si intitoleranno, per mia volontà, esattamente così.
L’atroce meraviglia di essere ferrarista (titolo rubato a un grande
scrittore argentino).
Dico, era venerdì.
E ci siamo già capiti.
Ma, irresistibilmente, siamo qua un’altra volta.
A sperare che Vettel e Leclerc...
Ah, che cosa è la suggestione della grande letteratura!
Lo dico sempre alle persone cui voglio bene: leggere qualche libro in più e trascorrere un po’ meno tempo su Internet.
Guardate che non è poi così difficile. Ne guadagnerebbe la salute mentale di tutti e sul web, anche qua sotto!, ci si imbatterebbe in meno scempiaggini.
Ma tant’è.
Vedremo cosa riserverà il sabato alla Ferrari e ai suoi piloti.
Segnalo anche che quasi metà dello schieramento incapperà in penalizzazioni in griglia per la regola dei motori.
Qualcuno prima o poi si accorgerà che questa ossessione “risparmiosa” soffoca nella culla il bambino chiamato automobilismo. Naturalmente, anche io sono favorevole a soluzioni eco-friendly o come accidenti si dice e si scrive: però, andrebbe individuato un punto di equilibrio.
Ma anche per questo andrebbe letto qualche buon libro o più semplicemente la lectio magistralis che Enzo Ferrari tenne alla Università di Bologna quando gli venne conferita la laurea honoris causa in ingegneria.
Ma vuoi mettere con i geni (on line) di oggi?

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