Profondo Rosso

Leclerc-Schumi, solo una coincidenza?

Quando ero bambino (ma anche dopo) la striscia a fumetti che amavo di più era quella dei Peanuts.

Charlie Brown. Snoopy. Linus.

Uno dei classici appuntamenti della striscia, era la presenza della isterica Lucy, sorella maggiore di Linus, dietro uno sportello.

La ragazza offriva, in cambio di modico compenso, aiuto psicologico a chi ne aveva bisogno.

Letti i commenti sulla vittoria di Leclerc a Spa, ho deciso di aprire lo stesso sportellò anche qui.

Entro Natale, individueremo i commentatori (del Clog) bisognosi di terapia.

Parlo al plurale perché ho scelto, unilateralmente, una giuria di esperti, cui spettera’ il compito di aiutarmi a selezionare i soggetti cui, di tasca mia, garantiro’ una discreta somma in denaro purché si impegnino a non scrivere mai più qua sotto (si va dal notaio e dalla polizia postale, chi fa il furbo e torna a vergare idiozia sotto altro nickname restituisce quanto ricevuto moltiplicato per dieci).

Nomino presidente di giuria Luisa. Giudici a latere Mazgiorg, Elena, Filippo Vettel e Roli. Proboviro Ricccris, così la smette di dirmi che lui l’aveva detto subito che la SF90 è meglio della Mercedes.

Scherzo (?) ma se ogni (rara) vittoria Ferrari deve avere questo effetto, insomma...

Si intende che giurati e proboviro saranno miei ospiti a casa di KR7 a mondiale concluso (forse portiamo anche Seb, giusto per toglierci uno sfizio).

Adesso, sugli eventi delle Ardenne, il commento del co fondatore di questo ameno luogo, il prode Otelma.

OTELMA SCRIPSIT.

E venne il giorno.
Care cloggare e cari cloggari, ebbene si: nunzio vobis, gaudio magno, Ferrari vicisse. Ce n’è voluta, eh, e l’abbiamo sudata davvero fino all’ultima curva. Perché si, la Ferrari ha dominato fin dalle prove libere, ha continuato – grazie a Dio – a dominare in qualifica con una stupenda prima fila tutta rossa, ma in gara si sapeva (si temeva) che la musica fosse diversa. E, puntuale come le tasse (unica cosa puntuale in Italia), la profezia s’è avverata. In gara abbiamo sofferto, abbiamo sofferto le pene dell’ inferno. Come dice uno che se ne intende, la Ferrari nel 2019 ha partorito un Dragster: grandissima velocità (ieri Seb ha sverniciato Hamilton su per il Kemmel), ma sul misto… eh beh, i nodi vengono al pettine. Comunque, ovvia, alla fine ce l’abbiamo fatta. E finalmente ce l’ha fatta Carletto, il predestinato. Era ora, eh, sarebbe stato bello avesse vinto anche in Barhain, ma lì la sfortuna ci ha messo lo zampino (vabbè, diciamo così). Sebastiano in realtà ce l’aveva proprio fatta in Canada, ma lì invece che la sfortuna lo zampino ce l’hanno messo i commissari… Ma questa è un’altra storia. Il fatto che Carletto da Monaco abbia colto la prima vittoria proprio a SPA mi ha evocato un certo ricordo, vecchio di quasi 30 anni… Era il 1992 quando un altro giovine promettente coglieva la prima vittoria nel suo primo anno completo in F1, dopo essersi messo in mostra già l’anno prima mettendo la sua Jordan al 7° posto in qualifica, al debutto proprio sul circuito delle Ardenne…

Dovete perdonarmi per quanto sto per scrivere. Io da ultra tifoso del mio mitico tedesco non me la sento certo di fare paragoni così audaci, sia ben chiaro, solo… Beh insomma avete capito. Avete capito, intendo, che io non ci credo.

Non ho nulla contro Leclerc. Anzi, pagherei di tasca mia pur di rivivere certe emozioni. Quando Schumi mi faceva sognare, ero giovane e avevo figli piccoli. Se oggi Carletto resuscitasse quella magia, ne sarei felice. Sarebbe un meraviglioso tuffo nelle acque della memoria.

Non ci credo, scusatemi!, così come non credo che Hamilton, quando sarà oltre tutti i record di Michael, potrà essere considerato migliore. Penso, banalmente, che le mie emozioni non torneranno e non potranno essere eguagliate.

Di una cosa però sono convinto: chi ha amato Schumi, non può non tifare per Leclerc. E vi giuro che non si tratta di una contraddizione.

Chiudo. Peccato che la prima di Carletto di Monaco sia capitata in un week end funestato da quanto successo in F2, devo dire che la foto che più mi ha impressionato è proprio quella della mamma di Hubert che la domenica va da Charles e gli prende il viso fra le mani… E’ un immagine che, da genitore di un ragazzo di 23 anni, mi ha toccato molto. Va bene, adesso… tutti a Monza! Dove, se tanto mi dà tanto, con il nostro Dragster dovremmo sverniciare il mondo intero. In teoria, perché poi in pratica le cose cambiano, altro che se cambiano… Citofonare Vettel 2018 per informazioni.

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