Strategie Ferrari, un insondabile mistero
in
Formula1
- Dirò subito che non ho capito.
Io con Leclerc in testa mi sarei giocato la carta del “quello che fanno gli altri facciamo anche noi”, cioè a Carletto metti la stessa gomma di Hamilton e poi vediamo come butta.
E già, io sono ancora qua. Cioè al bar sport.
Mi spiego.
Enzo Ferrari era un tipo fumantino. Quando non condivideva le critiche dei giornalisti, li chiamava “ingegneri del lunedì”. Nel senso che è facile parlare dopo la corsa per spiegare cosa andava fatto...
Ecco, siamo tutti ingegneri del lunedì. Me compreso. Figuriamoci in questa Formula Uno post moderna, dominata da algoritmi che governano le scelte strategiche durante una gara. Per tacere dei Gps.
Fermarsi prima? Ritardare il cambio delle gomme? E che tipo di pneumatico sarà meglio mettere?...
Ho fatto questa laboriosa premessa per tornare a ripetere il concetto di partenza.
Non sono riuscito a capire come mai il muretto Rosso, con Leclerc al comando della corsa, abbia scommessa sulla doppia sosta. Il Principe di Monaco è stato l’unico a fermarsi due volte, tra i primi quattro classificati.
Boh! Non sarebbe stato più opportuno rischiare, per vedere di nascosto l’effetto che fa (cit. di un altro Enzo, stavolta Jannacci)?
Eh, forse gli ingegneri del Cavallino erano turbati da una consapevolezza. Questa: sul passo gara, la Mercedes era un filo più veloce. Lo dimostra il secondo posto di Vettel, che di pit stop ne ha consumato soltanto uno, esattamente come Hamilton, vincitore perfetto. E comunque Seb è stato rispedito in pista in mezzo al traffico
E così, da bravo ingegnere del lunedì, indago sul cuore del problema. In questo contraddittorio 2019, la Ferrari ha collezionato nove pole position. Sono tantissime! Eppure, le vittoria sono appena tre. E anche stavolta, come già due settimane fa in Giappone, l’intera prima fila era dipinta di Rosso.
I numeri non mentono. E’ quasi un record negativo, un inno allo spreco.
In breve. A Maranello sono vicini, vicini, vicini. Ma la gioia grande continua a dissolversi, si fa miraggio. Manca (quasi) sempre un centesimo per fare un euro.
Bisognerà pur trovarlo, quel centesimo.
