F1 2010-2019, il meglio e il peggio di un decennio
in
Formula1
- È un po’ il giochino di fine decennio.
Film, libri, canzoni, eventi della politica, dell’economia, eccetera: ognuno sceglie i suoi attimi preferiti, gli istanti prediletti, i momenti indelebili.
Io l’ho fatto per la Formula Uno del periodo 2010-2019. E aspetto con curiosità le vostre, di interpretazioni.
PILOTA DELLA DECADE. Abbiamo avuto appena tre campioni del mondo: Vettel, Hamilton e Rosberg. Scelgo LH44 perché alla distanza è emersa la sua supremazia, vorrei dire anche mentale, sui suoi contemporanei. Fermo restando che il titolo di Nico rimane una macchia, eh.
RIVELAZIONE. Poiché Vettel e Hamilton nel 2010 già si erano svelati e poiché Leclerc ha appena cominciato a fare faville, indiscutibilmente e a dispetto della antipatia istintiva che suscita qui cito Max Verstappen. Impressionante da subito. Al primo Gp con Red Bull trionfò. E aveva debuttato in F1 ancora minorenne. Detestabile, ma formidabile.
IL PODIO. Valencia 2012. C’era Alonso vestito di Rosso sul gradino più alto e aveva accanto Raikkonen e Schumi. Pensatela come vi pare, io quel giorno stavo in Ucraina per l’Europeo di calcio e la sera di Italia-Inghilterra mi telefonò Montezemolo e mi disse: ha visto, c’erano i nostri tre ragazzi insieme, la’ sopra. La Storia rimane, anche tra le pagine chiare e le pagine scure, che pure non mancano.
IL GP PIÙ BELLO. Naturalmente qui c’è l’imbarazzo della scelta, perché ci lamentiamo tanto ma di corse entusiasmanti ne abbiamo vissute parecchie. Io lascio parlare il cuore: Ungheria 2017, l’impresa di Vettel con un guaio allo sterzo e KR7 che rinuncia al sorpasso in nome del bene comune, lui che non vinceva una gara già da quasi otto anni. Un momento epico, per chi coglie il senso della vita (ma siamo sempre meno, purtroppo).
IL DOLORE. Una telefonata da numero sconosciuto una sera di fine dicembre del 2013. Quattro parole, l’annuncio del dramma infinito di Michael Schumacher. Mi fu subito tutto chiaro, purtroppo e ancora.
L’AUTO. È un bel testa a testa, anche considerato il cambio di regole da svolta ibrida. La Red Bull di Newey del 2013, soprattutto dopo il cambio di gomme, o la Mercedes, appunto ibrida, in generale? La seconda che ho detto.
LA DELUSIONE. La Ferrari, sorry. In dieci anni, mai che abbia prodotto la monoposto migliore. Mai! Siamo passati da Montezemolo a John Elkann, transitando per Marchionne. Da Domenicali a Binotto, via Mattiacci e Iron Mauri Arrivabene. Abbiamo mandato ingegneri in Mercedes, reso opaco il talento di Alonso, incartato l’estro di Vettel e meno male che adesso un Predestinato come Leclerc ci aiuta a sperare ancora. Basterà? O avremo altri dieci anni di malinconie?
LA FRASE. “Leave me alone, I know what I am doing” (Kimi Raikkonen, Abu Dhabi 2012, la decade era iniziata senza KR7 ma per fortuna come canta Vasco “e già, io sono ancora qua”. E lui anche).
