#essereFerrari
Talvolta capita, anche tra noi, di non comprendere il senso dell’hashtag #essereFerrari.
Poi succede di imbattersi in una storia come quella narrata sotto dal glorioso 079max.
E allora capisci.
Grazie a Riccardo per la preziosa collaborazione.
079max SCRIPSIT...
Quando non tutto il male viene per nuocere
Un saluto a tutti.
Finalmente, sono riuscito ad incontrare Babbo Natale.
Iniziamo a dipanare la matassa del mistero: il cloggaro Ben Hur e chi mi ha fatto i regali di incoraggiamento per affrontare Mr Hodgkin sono due persone diverse, due amici. Chi mi ha mandato i regali e mi ha permesso di vivere la giornata che fra poco vi racconterò, è il Direttore del Personale della Ferrari.
La magia l’ha resa possibile la creatura di Leo, il clog. E quindi un doveroso e sentito grazie va anche a lui.
Ed ora fatti i doverosi saluti e ringraziamenti, vi racconto che è successo.
Arrivo In via Abetone inferiore 4 puntuale. Mi presento alla portineria, ma la guardia non mi riconosce, perché arrivo a piedi mentre lui mi aspettava in auto, avevo il permesso di entrare con la mia umile golf dove producono sogni, solo che non lo sapevo.
Risolviamo l equivoco e Michele (il responsabile Ferrari) arriva a prendermi.
Serve un caffè per rompere il ghiaccio. Ci porta in sala riunioni. Su quelle sedie, ci sono state chiappe importantissime come quelle di Montezemolo, Marchionne e tutti i Famosi della Rossa.
Finito il caffè Michele mi fa “ la sedeva Marchionne”, ed io mi sono visto un Fantasma in maglione blu scuro che mi scrutava.
“Li c’è l ufficio di Elkann, li quello di Camilleri” mentre io mi chiedo dove sia l ufficio della moglie di Camilleri….
Scendiamo dalla zona uffici, ed inizia il giro vero e proprio. Ci presenta il responsabile della Fonderia, che sarà il nostro Cicerone per tutto il giro. Vediamo il forno dell’ alluminio, gli stampi in sabbia e resina un piccolo angolino dove fanno i motori F1. La mitica stampante 3d che fonde con il laser l’alluminio e lo deposita strato a strato. Passiamo alla zona meccanica, vediamo tutto l’assemblaggio del motore in pratica la nascita del cuore e anima di una Ferrari. Noto in un angolino due monoposto la 14 e la 16, e non mi trattengo dal fargli la battuta dicendogli se c’era posto anche per la mille. Si fanno tutti una risata.
La zona meccanica è disposta su più piani, all ultimo c’è un terrazzo pieno di verde. Una zona relax pazzesca, ci raccontano che l’ aveva voluta Montezemolo.
L ultimo luogo che visitiamo è la piccola officina dove restaurano le Gt e le F1 storiche. I pezzi vengono riprodotti nuovi come dai progetti dell’ epoca. Dentro le Rosse anzianotte sono tutte coperte in attesa che lunedì gli addetti tornino ad occuparsi di loro.
È tempo del Museo.
Ed al museo ho capito cosa si prova quando 30 persone in coda ti odiano perché tu salti la fila ed entri accompagnato da qualcuno con il badge Ferrari. Biglietto omaggio e guida sotto forma di fanciulla carina dell’ 87 (non pensate male, mi ha detto che è coetanea dell’ F40). Nella sala delle vittorie mi viene il magone. C’è la Rossa di Clay, quella di Villeneuve, quelle di Schumi dal 99 al 2004 (tranne la ga del 2003) e quella di Kimi. Ormai in confidenza con la guida, le dico di riferire a qualcuno che nella teca c’è un errore fra i modellini degli anni 70 e che lo so per certo perché il mio amico Emiliano, nonché enciclopedia vivente della F1 anni 70 lo ha notato per due anni di fila. Risata, e mi dice che è possibilissimo che qualcuno le abbia invertite spolverandole.
La gita al museo è giunta alla fine, lo stomaco brontola è ora di pranzo inoltrata.
Ci avviamo quindi vero lo Smeraldo altro luogo pieno di foto di Kimi, Schumi, Seb. Il proprietario ci racconterà di come Kimi gli abbia regalato il casco di una delle sue vittorie.
A quel punto Michele ci riporta al parcheggio dello store dove ci salutiamo dandoci appuntamento per la prossima volta che capiterò nelle Sacre Terre di Maranello.
Ci è voluto un tumore per ottenere tutto questo, ma ne è valsa la pena. Vedere e conoscere persone che vivono la passione ogni giorno mi ha ripagato delle tante batoste che la pista ci regalerà in questo disgraziato 2020.
E non potrò mai scordare di come due persone sconosciute mi abbiano potuto regalare una giornata così solo perché ho scritto le mie disavventure su un sito web.
Grazie. Grazie davvero.
A chiunque in modo diretto od indiretto ha reso possibile tutto ciò.
Max, l’orango del clog.
