Cosa insegna Kimi a Verstappen ed Hamilton
Fuori i secondi.
Sta per iniziare l’ultimo round.
Ancora non so chi, tra Hamilton e Verstappen, farà sua la frase di Balboa nel finale di Rocky V.
“Non ho sentito la campana”.
Ho trovato tardiva l’intemerata Fia (tradotto: se qualcuno fa il furbo lo puniremmo togliendogli punti in classifica).
Leggi: chiudiamo la stalla a buoi già in fuga.
L’arbitro avrebbe potuto e dovuto applicare sanzioni afflittive quando era ora.
I dieci secondi di Silverstone, comunque la si pensi sull’episodio, hanno aperto il vaso di Pandora.
Il resto è venuto di conseguenza e comunque ciò non giustifica il correre cercando l’incidente.
Quanto al venerdì di Abu Dhabi, sul giro secco vantaggio Mercedes e sul passo gara Red Bull competitiva.
Peccato che inevitabilmente l’ansia per un epilogo mozzafiato e destinato a passare alla storia sottragga attenzione al congedo di KR7.
Chi conosce Raikkonen sa che con lui, che pure mondiali all’ultima gara se li è giocati, a nessuno passava per la mente l’ipotesi di un finale all’insegna della slealtà.
Perché gli uomini e i piloti non sono tutti uguali e anche in questo caso col fischio che uno vale uno.
Anche no, grazie.
