Profondo Rosso

Ho nostalgia della voce di Zanardi

Quella voce.
Ce l’ho ancora in mente, in un angolo della testa.
A me di Alex Zanardi piacciono anche le parole, le frasi, il modo di raccontare e di raccontarsi.
Credo dipenda anche dalla inflessione emiliana, come la mia.
Ricordo ancora con tenerezza la risata che mi strappò in un aeroporto di Barcellona, una domenica sera del 1993.
Senna si era lamentato per un doppiaggio.
“Gli ho risposto che non è colpa mia se lui va così piano”.
E giù una risata.
Ora Zanna è tornato a casa, dopo diciotto mesi di ospedali.
Sta lavorando anche con un logopedista.
Io ho nostalgia della sua voce.
Tra tanti, troppi babbei che blaterano, beh, ci sarebbe proprio bisogno di quella voce lì.
La tua, Alessandro.
Auguri

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