Il giocondo Vasseur e lo spirito di Irvine99
Avevo appena finito lo spettacolo che porto in giro con il maestro Giordano Mazzi, collaboratore di Vasco Rossi (e infatti ci divertiamo mettendo insieme il Kom e il Drake, tra musica e parole) quando mi si è avvicinato un ventenne. Per il selfie ma non solo.
Sa, mi ha detto il giovanotto, questa Formula Uno sarebbe bellissima, se solo vincesse la Ferrari.
Una frase innocente, che però mi ha dato da pensare.
Un anno fa, più o meno, proprio in Austria Carletto conquistò l’ultimo successo con la Rossa.
Quanti tra noi all’epoca tuonavano contro lo scempio di una categoria, chiamiamola così, assassinata dalla brama di denaro di chi la governa?
Ecco, forse da parte di tutti non guasterebbe un minimo di equilibrio in più, nei giudizi.
Non dimenticando mai che, almeno in Italia!, i risultati della Ferrari sono il metro di tutto.
Prima di Le Mans, onestamente il Wec interessava a quattro amici al bar. Se ne ospitavo qualcuno qui, sembrava una divagazione inutile. E che sarà mai un campionato dominato in esclusiva dalla Toyota?
Adesso, per la 6 Ore di Monza sono stati venduti più di settantamila biglietti.
Se tra Leclerc e Sainz vincessero un paio di gare qui a luglio, all’altra Monza ci sarebbe il tutto esaurito, a settembre.
Funziona così, aggiungo che è persino normale così.
Mi viene in mente il 1999.
Dopo lo schianto di Schumi a Silverstone, sembrava tutto finito.
Andai allo Spielberg e mi sentivo Silvio Pellico, condannato ad una dolorosa resurrezione.
Invece Irvine fece quello che fece e ricominciò una delle estate più incredibili della mia vita randagia di testimone.
Perché sempre lì si torna, con buona pace degli immemori.
Al risultato della Ferrari.
Se il simpatico curato di campagna francese, il giocondo Vasseur, tiene ragione, forse questo week end cambierà i nostri stati d’animo.
Ma come si fa a fidarsi?…
