Profondo Rosso

Ferrari, Leclerc c’è. Hamilton no

Eccomi.
Ho aspettato un po’ per lasciare spazio agli imitatori di Ali il Comico (il ministro della comunicazione di Saddam che inneggiava alla vittoria del Rais con i Marines a cento metri dal palazzo presidenziale di Bagdad) e ai tremendi disfattisti.
Mettiamola così: meno male per la Ferrari che c’è Leclerc. Tra le dune del Bahrain, l’irriducibile Carletto ha guadagnato la terza piazza nelle qualifiche dominate dalla McLaren di Piastri.
E qualunque sia il giudizio di ognuno su Carletto, una cosa la dico: per sette lunghi anni è stato soprattutto lui a difendere la causa con orgoglio.
Punto, il resto è gazzarra da bar, dai (il che non significa che Charles sia perfetto o esente da errori: tocca precisare perché conosco i miei polli).
Dopo di che, senza infierire perché non è il caso.
Houston, cioè Maranello, abbiamo un problema.
Comunque non mi iscriverò al Pas, il Partito Arridatece Sainz.
Hamilton non è ancora in grado di ottimizzare il rapporto con la macchina .Il sette volte campione del mondo ancora non trova il feeling giusto con la SF25.
Il nono tempo in qualifica sottolinea bruscamente un disagio che il Baronetto dovrà assolutamente superare, magari anche in fretta. La differenza tra lui e Leclerc sul giro secco non può essere accettata da Sir Lewis, al netto di accidenti, sfortune varie e adattamento alla per lui nuova realtà di Maranello.
Tanto per aggiungere un pizzico di sale alla ferita, tocca segnalare che il predecessore di Hamilton a Maranello, il matador Carlos Sainz, è stato davanti al britannico.
Con una Williams, eh.
Il resto.
Fossi in McLaren punterei su Piastri, non su Blando (copyright non ricordo di chi) Norris.
Ancora ottimo Antonelli.
La Red Bull è un mistero avvolto nell’enigma.
Buona domenica, sognandola Rossa.
Ps. Scrivo senza conoscere esito indagine Fia su Mercedes in Q2.

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