Profondo Rosso

La Ferrari e la sospensione miracolosa

Trovo istruttiva l’attenzione che gli innamorati della Rossa stanno riservando all’annunciato test della nuova sospensione posteriore in quel del Mugello.
Per due ragioni.
La prima. L’homo Ferrarista è tremendamente deluso. Il flop delle prime dodici gare è stato imbarazzante. Nessuno discute la buona fede di chi lavora a Maranello, ci mancherebbe. Ma zero vittorie (tranne la ormai famigerata Sprint cinese) , zero pole e all’incirca la metà dei punti di McLaren non sono un bilancio. Sono una condanna.
La seconda.
Se sei ferrarista vero, non accetti che la stagione vada in archivio così. Sai benissimo che dal 2026 cambia il regolamento tecnico (e occhio ai cavalli del turbo della nostra power unit futuro, mi raccomando…) ma non per questo ti sta bene chiuderlo qua, il 2025. Quindi ti auguri che la misteriosa sospensione garantisca, che ne so, due o tre vittorie. Che diamine, hanno vinto pure la Red Bull e la Mercedes.
Detto questo, non avrebbe senso collegare il destino di Fred Vasseur agli esiti corsaioli della sospensione dei miracoli.
La faccio breve, visto che sul tema mi sono ripetutamente espresso (e’ l’età, abbiate pazienza).
Da primavera 2014 a gennaio 2023 in Ferrari abbiamo avuto cinque team principal. Cinque.
Roba degna della panchina del Palermo di Zamparini.
Risultati? Zero virgola zero.
Evidentemente non tutto il problema sta lì, nella identità del capo del reparto corse.
L’ho sempre sospettato, magari ci sono arrivati pure (ma ne dubito) quelli che pretendevano lo scalpo di Domenicali, di Mattiacci, di Arrivabene, di Binotto…
La risposta, quindi, spetta ancora e sempre alla proprietà.
Se si fidano di Vasseur, debbono annunciarne la permanenza a medio termine, ovviamente invitandolo a limare certi spigoli.
Se non si fidano, debbono sostituirlo e dopo di che allacciamo le cinture, anzi, teniamole strette come ci tocca fare da tempo immemorabile.
Qui sta il problema.
Altro che sospensione miracolosa (che se poi è miracolosa, tanto meglio, eh).

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