Leclerc fa la pole, Hamilton fa i dossier
Leclerc fa la pole, Hamilton fa i dossier.
Ok, questa è cattiva.
Riproviamo.
All’annuncio della conferma di Vasseur, in Borsa la Ferrari ha perso più del dieci per cento in poche ore, bruciando oltre otto miliardi di capitalizzazione.
Ok, questa è cattivissima (ho già spiegato, seriamente, di condividere la scelta della azienda di Maranello).
Ohi, a scanso di equivoci: sono solo battute.
Ispirate dalla allegria generata da un prodigio che sfugge ad una interpretazione razionale.
Nel sabato di Budapest è accaduto qualcosa di folle.
Noto e’ l’affetto che io provo per Carletto. Potrà anche non stare simpatico a qualcuno, ma se fai 27 (ventisette!, se ricordo bene) pole con la Rossa che Binotto e Fred ti hanno affidato dal 2019 in poi, via, sei un Fenomeno e piantiamola lì.
Lewis è un problema. Stessa macchina, non entra in Top Ten. Accade troppo spesso. Anche qui, mi ripeto: come diceva Pippo Kennedy/Guzzanti la risposta è dentro di lui. E temo sia sbagliata.
Non credo che McLaren possa perdere il Gp. I miracoli non si ripetono, Lazzaro è resuscitato una volta sola.
Però, era ora! E certo questa F1 è ben strana nelle sue dinamiche contorte, anche se poi, in assetto gara, la logica riprende il sopravvento.
Che dire? Mi auguro non sia così, per una volta.
Il resto è il gigantesco immortale Alonso che si diverte in mezzo a Lawson, Hadjar, Bortoleto: che nel 2003, quando Fernando conquistò il primo successo in carriera, o non erano nati o stavano tra asilo e prima elementare.
