Diario di un ferrarista verso Monza
Mi capita spesso di affermare che la F1 è un romanzo popolare.
Ho sempre diffidato di chi riduce l’automobilismo al binomio tecnologia-business.
Fosse davvero così, non varrebbe la pena occuparsene.
Un romanzo popolare, già. Se tale non fosse, perché mai, nel nostro deprimente presente Rosso!, un ferrarista dovrebbe marciare simbolicamente su Monza 2025?
In nome di questo sentimento condiviso, ho chiesto a Mazgiorg, mio sodale sin dalle remote origini del Clog, un contributo…chiarificatore.
Gli debbo gratitudine per l’amicizia e per quella irriducibile, ostinata passione che non tutti, ahimè e ahilui, sono in grado di comprendere.
MAZGIORG SCRIPSIT
Perciò, da dove si comincia?
Da Monza!
Per noi Ferraristi, ma non solo, basta la parola, non serve altro.
Ed è, da sempre, una festa, comunque vada.
No? Sì invece.
Senza nemmeno provare a rubare il mestiere al valente cloggaro enciclopedico, la Monza Rossa si perde nei decenni e vanta episodi di giubilo collettivo e piloti leggendari.
Per quanto mi riguarda, mi perdo nei meandri della memoria e manco posso definirla storia recente.
Sono particolarmente legato al 1975, uno dei miei primi ricordi della F1.. Clay vittorioso e Niki iridato con il terzo posto, su quella macchina pazzesca che proprio col Nume ho potuto ammirare al MEF, di fianco all'incredibile T4 del '79 con cui l'eroico Gilles scortò verso il titolo il suo Amico Jody.
Dopo, per noi sventurati, il mondiale è rimasto a lungo una chimera, perchè le nostre traversate nel deserto sono qualcosa di biblico..prima dell'avvento di Schumi, Monza ci regalò quella parentesi quasi mistica con la doppietta del 1988 ad opera di Gerardone Nostro (Gran pilota) e del mai abbastanza compianto Alboreto e in tempi recenti lo straordinaro successo di Charles.
Pardon, stavo quasi per dimenticarmi dell'asturiano...sarà l'età...
Vabbè, vi annoio con storie che sapete benissimo..
Certo, non potete sapere di quella volta che, incredibilmente, mi sedetti a pranzo al fianco di Mattiacci nell'hospitality Rossa..ma poi il GP fu pessimo, soprattutto per il mio idolo finnico, meglio rimuovere.
Sarà pessimo anche quest'anno?
Beh, le premesse sembrano esserci tutte.
Ma con che animo il tifoso si avvicina all'evento?
Qui dentro, si scrive di tutto e di più e senza fare prigionieri.
Pirsonalmente, la febbre non m'è mai passata..bisogna fare i conti con l'anagrafe ed il trascorrere del tempo.
Ma il Mito resiste al traliccio su cui non sali più e alla rete a cui nessuno può più aggrapparsi: è un valore intrinseco, uno stato dell'anima. Non lo spieghi con i centimetri, le penalità...è scevro (cit...) dal perculo, dal ghigno, perfino dall'offesa.
Il tifoso non fa figli e figliastri, non fa calcoli malandrini...odia? Mamma mia, che fatica e quante energie sprecate.
S'incazza pure, certamente soffre, ma poi deve passare tutto.
Non si macera il cervello.
Nemmeno il più feroce tuttologo comprende le dinamiche che paiono più penalizzanti nonostante ripeta concetti fino allo sfinimento (degli altri).
Sarà, ma il tifoso che conosco io tifa. Punto.
Insegue la sublimazione della vittoria, unito (idealmente..) a tutti quelli che sventolano una bandiera rossa col cavallino rampante in una corsa liberatoria sotto al podio.
Sto sognando? La vittoria, intendo. Probabile, ma non costa nulla. Se facciamo pena, riproveremo.
Ah no, sto sognando dei tifosi che non esistono? Certo, può darsi anche quello.
Ma io mi tengo stretto sia il mio cinismo che la mia dabbenaggine.
Dite che non possono coesistere? FS, a casa mia sì.
Tanto nessun tifoso può tifare delle macchine e dei piloti più dei Rossi, più che a Monza.
A me dispiace (senza esagerare..) per gli altri che...
La mia parentesi arcobaleni e unicorni è terminata.
Adesso possiamo tornarci a scannare e a trollare.
Salutovi.
P.S. Forza Ferrari!
