Date un Velasco a questa povera Ferrari
in
Formula1
- Un Gigante in un mare di malinconia Rossa.
Meglio dare subito a Max Verstappen quello che è di Max Verstappen. A Monza ha vinto il Gran Premio più veloce della storia. L’olandese ha trionfato a
250,706 km/h di media, battendo
i 247,585 km/h di Michael Schumacher nel 2003.
E così, mi viene da aggiungere, ci siamo giocati anche questo pezzo di Storia! Del resto è vero: a un ferrarista come me in questo momento resta la consolazione della Memoria. Perché nel presente mica c’è da stare allegri.
Per capirci. A quanto pare non è vero che in questo 2025 le McLaren (che ha ridato a Norris il secondo posto che un pit stop sbagliato aveva regalato a Piastri: col cavolo che poteva accadere nei giorni di Senna e Prost) sono sempre imbattibili, in qualunque contesto e su qualunque tipo di pista. Super Max ha dimostrato esattamente il contrario. Tanto di cappello a lui, a maggior ragione considerando che il suo compagno in casa Bibitara ha beccato un giro…
Ma, per quanto riguarda la Signora in Rosso, insomma, fa male al cuore il dato statistico. Zero vittorie in stagione (anche la Mercedes se ne è aggiudicata una). Hamilton mai sul podio e siamo già a settembre. Leclerc nel deserto di emozioni che non può generare tutte le volte (ma dargli la scia al sabato in qualifica, no, eh, per carità: roba da matti).
Monza ci conferma quanto era purtroppo già chiaro da un pezzo: conviene malinconicamente scommettere sull’anno che verrà. Le sommesse parole di Carletto nel dopo gara sono un manifesto di impotenza, una dichiarazione di resa.
Quante volte ce lo siamo raccontati, che vinceremo l’anno prossimo? Quante volte?
Meno male che lo show del popolo dentro il Parco che ospita il Gran Premio d’Italia segnala la formidabile resilienza di un sentimento collettivo che è più forte delle delusioni, del disincanto, delle speranze infrante. Ma, appunto, viene il momento di ripagare l’inossidabile entusiasmo della gente.
Quando, monsieur Vasseur?
Il resto.
Su Bortoleto ha ragione Binotto: e’ un manico vero.
Antonelli è finalmente tornato in zona punti, ma dubito possa essere contento considerato che partiva dalla terza fila.
Ps. Sono amico di Julio Velasco dal 1985. Già allora gli dicevo che era un peccato non fosse competente in cose di Formula Uno.
Non ho cambiato idea.
