Wec, la Ferrari perde anzi ha quasi vinto
Beh, meglio comunque ad Austin che a Monza.
Il Gran Premio mi ha lasciato una scia (ehm ehm) di rimpianti.
La 6 Ore del COTA, nonostante il successo Porsche, è un mezzo contentino.
Almeno così spiega il tenero EMI, l’Omero delle ruote coperte.
Buona lettura.
EMI SCRIPSIT
Almeno qui la Ferrari non perde
Oh Maestro.
Devo essere proprio suonato per mettermi a scrivere alle tre del mattino. Ma poi ho pensato: chi sono io per negare un pezzo nel cuore della notte a qualcuno che per mestiere, avrà scritto la maggior parte della sua vita proprio durante le ore notturne? Insomma. Un po’ di rispetto a te e chi pratica la tua professione. Mi pare il minimo sindacale.
Pensa che non ho visto nemmeno l’eclissi di luna!
Ma c’era la “stella solitaria” del Texas che incombeva e io, mica potevo sottrarmi ai doveri di cronista del Wec. E posso dirti Maestro di aver scoperto due cose. Che correre sotto la pioggia con le “full wet” si può, nonostante più di un’ora dietro la Safety e una bandiera rossa che ha fatto temere a molti l’ennesimo flop mediatico di una mancata corsa disputata. Ma una gara di durata è anche questo: contemplare varietà di scelte e possibilità. Di qualsiasi genere esse siano.
Così scopri che almeno qui la Ferrari non perde e anzi. Ti alzi dalla sedia col rammarico di una mancata vittoria per una foratura della 51, leader della gara a un’ora e mezza dal termine. Rammarico certo. Un secondo (50) e un quinto posto (51) che potevano essere potenzialmente una doppietta, con Kubica (non una gran gara dell’83) comunque in zona punti. E nonostante quanto stia dicendo, la Ferrari ad Austin non ha comunque perso, allungando sui suoi più diretti avversari nelle due classifiche iridate a due gare dal termine. Occhio però, che con 65 punti in palio sarà comunque il caso di giungere al traguardo. Mi rendo conto che con 43 (piloti) e 63 (costruttori) punti di vantaggio sui diretti avversari, ci sarebbe di che stare tranquilli. Ma per natura sono cauto. Forse troppo mi dirai, ma più volte ho visto cambiare improvvisamente leadership acclarate in pista da ore, cambiare in pochi istanti. E poi ripenso a Interlagos. Se al Fuji arriva un Bop che tramortisce la 499? (probabilmente non succederà, ma è pur sempre una variabile da tenere in considerazione). Prendiamo atto della vittoria della Porsche di Estre-Vanthoor-Campbell è stata tutto sommato indolore. Un pensiero forse a cui non siamo più abituati, nell’essere perennemente all’inseguimento degli altri e di una supremazia che in F1 non conosciamo più dal tuo amato Kimi e dai mancati tituli di Seb e Frenando Alonso.
Che strano, mi dico.
Anche qui la Ferrari oggi non ha vinto ma non ha certamente perso.
Forse in questo momento, anche solo quest’idea dovrebbe rendere felice il ferrarista medio.
Conscio comunque che le ruote coperte, non son certo la Formula 1.
