Quando Vettel tingeva di Rosso Singapore
Singapore abbinata alla F1 mi fa venire in mente tante.
Ad esempio un amico di Ravenna che non c’è più, Valerio Maioli. Fu lui nel 2008 a realizzare il gigantesco impianto di illuminazione che permise di disputare il primo Gp in notturna.
Purtroppo quella gara è passata alla storia per la penosa vicenda del Crash gate, l’incidente dì Piquet junior, un episodio talmente squallido che ho giurato a me stesso di non parlarne più.
Poi mi sovviene la partenza stile bowling di un giovanissimo Max Verstappen, che fece strike con le due Rosse. Ricordo che pensai: ma tu guarda quanto è stronzo questo ragazzino! Però si era già capito quanto valeva (tra parentesi e in generale: la stronzaggine non impedisce di essere Fenomeni nel mestiere che si fa e come dico sempre chi giudica, in F1 come nella vita, dovrebbe tenere separate le due cose, il carattere e il talento. Non necessariamente coincidono).
Poi mi fa piacere citare la vittoria di Sainz nel 2023 al volante di una Rossa. Fu il primo successo della gestione Vasseur. Mai come ora il curato di campagna avrebbe bisogno di un boost: la somma di delusioni e fraintendimenti non giova al capo del reparto corse, cui da vecchio tifoso auguro ogni bene perché se ce la fa rende felice pure me medesimo.
Comunque, scartabellando nel repertorio della memoria mi tengo stretta la gioia di Seb Vettel del 2019.
Dubito che allora il tedesco potesse immaginare che, dopo, non avrebbe più toccato palla in carriera, anche se ormai si capiva che tra lui e il Faraone Binotto non era scoccata la scintilla.
Vettel, pur non coronando il sogno mondiale, è un pilota che ha dato tanto alla Ferrari. Certamente ha sprecato una grande occasione (Hockenheim 2018, con relative conseguenze), ma se nella Storia del Cavallino soltanto Schumi e Lauda hanno tagliato più spesso di lui in trionfo il traguardo dei Gp, insomma, qualcosa dovrà pur significare!
Ps. Un pensiero affettuoso alla famiglia di Enzo Osella, che ha amato le corse nel modo giusto.
