Horner, la Ferrari e il non detto
La F1 torna ad Austin.
Li’ il mio caro amico Kimi Raikkonen ha vinto il suo ultimo Gp.
Era il 2018.
KR7 e’ notoriamente anche l’ultimo iridato in Rosso.
Batterà il record di Scheckter (21 anni)?
Non lo escludo.
Possiamo negare a Kimi questo appuntamento con la Storia (negativa!) portando Chris Horner a Maranello?
Voglio essere molto chiaro su questo punto.
Chi ha ostinatamente difeso l’operato di Vasseur in un 2025 orribile ha semplicemente negato l’evidenza.
Mi dispiace per gli amici in buona fede che hanno sfidato il ridicolo, varcandolo.
Semplicemente, per un ferrarista la stagione in corso è un viaggio doloroso nel deserto dell’amarezza.
Auto sbagliata.
Correzioni inefficaci.
Gestione talvolta imbarazzante.
Punto.
Per molto meno (controllare risultati 2022, please) Binotto fu cacciato a furor di popolo.
Anche su questo, non raccontiamoci palle.
Dopo di che.
Dopo di che, meno di tre mesi fa la Ferrari ha deciso di confermare Fred al timone del reparto corse.
Meno di tre mesi fa!
Ha senso immaginare un ripensamento in tempi così stretti? Con l’auto26 già battezzata, come logica tecnologica impone?
Anche no.
Però. A Maranello comanda John Elkann, uomo cui non dispiace cambiare idea anche in fretta, in assenza di risultati. Il nipote dell’Avvocato alla Juve aveva puntato sul manager Giuntoli e su Motta allenatore: entrambi spediti nel dimenticatoio con celerità a fronte di delusioni agonistiche. E in Stellantis nessuno più nomina Tavares, boss dell’auto caduto in disgrazia in un amen. E tutte queste cose le sa benissimo anche il mio amico Fred Vasseur (tra parentesi: sodale di Tavares, che, allora in auge in casa Agnelli, suggerì il nome di Fred per il dopo Binotto…).
Di più.
Come ci ricordiamo sempre,
la Ferrari in F1 non tocca palla da quasi due decenni. In questo lasso di tempo, un signore che si chiama appunto Chris Horner ha vinto con la Red Bull la bellezza di quattordici (14) titoli mondiali con la Red Bull, otto tra i piloti con Vettel e Verstappen al volante e sei tra i costruttori.
Ancora: Horner, che in passato ha pubblicamente ammesso di aver rifiutato una proposta Ferrari, ha chiuso bruscamente il rapporto con l’Impero Bibitaro. Ha incassato una faraonica buonuscita e intanto ha archiviato con un accordo stragiudiziale la penosa storiaccia che lo vedeva accusato di molestie da una sua ex dipendente.
Dí più: Horner vuole tornare al muretto, ama troppo le corse per starne lontano. Il suo nome è stato già accostato alla Aston Martin, narrano addirittura che il marito della ex Spice Girl Geri non escluda di comprarsi la Haas.
Concludo.
La competenza di Horner non si discute, fermo restando che la F1 non è il calcio, dove a volte basta cambiare allenatore per svoltare. E uno come Todt, per dire, entro’ in Ferrari nel 1993 e vinse il primo titolo nel 1999, avendo alle spalle un grande presidente come Montezemolo.
E forse l’ultima frase dopo la virgola spiega tutto.
“Voglio essere chiaro: questa è una questione personale. Il mio impegno è, come presidente, come azionista di maggioranza, e soprattutto come persona che ha vissuto la Ferrari come una passione per tutta la vita. Mi impegno a garantire che ogni decisione che prendiamo possa rafforzare l’unicità della Ferrari. Sono impegnato con le nostre persone, il cui talento e la cui dedizione sono la più grande garanzia per il nostro futuro. Sono impegnato con i nostri amati ferraristi che ci affidano i loro sogni. E sono impegnato con i nostri fedeli tifosi, ansiosi di vederci vincere in F1 così come stiamo vincendo nell’Endurance. Ed è con orgoglio che abbiamo portato a casa il trofeo dopo 3 vittorie consecutive a Le Mans quest’anno. Forza Ferrari, sempre”.
(John Elkann, ottobre 2025).
