Profondo Rosso

Max, lo sceriffo è tornato. Leclerc quasi

E’ stata una Ferrari decorosa, se non altro.
Eccellente Leclerc, dignitoso Hamilton.
Quando uno ha sete, si accontenta anche di un po’ di acqua piovana.
Dopo di che, c’è un nuovo sceriffo in città. Anzi, e’ vecchio: Max Verstappen da’ spettacolo, riapre ufficialmente la corsa al titolo e in McLaren cominciano ad avere un po’ di strizza. Norris ha contenuto le perdite con il secondo posto, ma il leader del mondiale Piastri proprio non si è visto.
La Ferrari, dicevo, ha dato un segnale di ripresa. Leclerc ha corso benissimo, e’ salito sul gradino più basso del podio e grazie anche al quarto posto dí Hamilton la Rossa si avvicina ad una deludente Mercedes nella graduatoria generale.
Molto sfortunato Kimi Antonelli: e’ stato tamponato dalla Williams di Sainz quando non era lontano dai migliori.
E adesso, vista l’ora e le urgenze professionali, faccio parlare le pagelle.

10 VERSTAPPEN. Si riappropria delle sane, antiche abitudini: cioè corre da solo, assecondato da una Red Bull che nelle sue mani è un gioiellino. In Texas Super Max ha fatto l’en plein: due pole, ha vinto la Sprint, ha dominato il Gran Premio. Quattro gare fa aveva un ritardo in classifica superiore ai cento punti. Andate a dare un’occhiata alla classifica adesso…
9 LECLERC. Tostissimo, sin dalla partenza. Non si lascia intimidire dalla McLaren, governa le situazioni con il piglio del condottiero e per lui è stato bello ritrovarsi tra i protagonisti di un Gp dopo tante domeniche malinconicamente spese nell’anonimato. Piuttosto che niente, meglio piuttosto.
8 COLAJANNI. Lo cito per sfruculiarlo un po’, il vecchio Cola. Si veste di Papaya e la McLaren fa zero nella Sprint. E la domenica piglia paga da Super Max. Comunque è il primo ex opinionista del Clog in odore di titolo mondiale, va mo la’.
7,5 NORRIS. La Papaya ha smesso di essere un missile e Lando si arrangia. Strenua la ripetuta battaglia con Leclerc, ma Super Max era su un altro pianeta. La McLaren evidentemente ha un problema. O forse più di uno.
7 HAMILTON. Concreto, anche se alla distanza cala. In generale sembra migliorare l’affiatamento tra lui e la Rossa, c’è un progresso rispetto ad esibizioni talvolta imbarazzanti. Però il primo podio da ferrarista ancora non arriva e insomma, ha già battuto il record (negativo) di Capelli 1992.
7 VASSEUR. Eppure si muove. All’indomani delle parole di incoraggiamento di John Elkann, il capo del reparto corse del Cavallino può salutare la miglior prestazione stagionale della SF25, almeno secondo me. La Ferrari recupera punti sulla Mercedes in ottica secondo posto tra i costruttori. Meglio che niente.
5 PIASTRI. E’ finito in un buco nero. Gli servirebbe un analista. Non brilla più, si limita a gareggiare in difesa e forse comincia a vivere come un incubo la rimonta di Verstappen. O si ritrova in fretta oppure la bella favola di Oscar non avrà il lieto fine.
4 SAINZ. Dalle stelle alle stalle in un week end. Nella Sprint l’ex ferrarista era meritatamente salito sul podio con la Williams. Ma un eccesso di esuberanza lo ha spedito addosso all’incolpevole Antonelli. Peccato per lo spagnolo e soprattutto per il bolognese.

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