Profondo Rosso

F1 2026, il gioco delle coppie (fine)

  • Allora, mentre fantozzianamente impazzano le voci sui motoroni 2026, con tanto di avvistamenti in stile Ufo sulla galattica versione della Pu del Cavallino, che si mormora abbia entusiasmato Cariatide e Mister Grunf, alias Bottas e Perez, beh, a me sommessamente tocca chiudere il romanzetto stile Liala sulle coppie piloti per la nuova stagione.
    Mi scuso anticipatamente con tutti i Vietclog (geniale definizione varata da uno di voi, PierogiaPiero, cui va il mio commosso ringraziamento).
    Allora.
    MCLAREN. Qui chiedo venia. Fino ad inizio autunno 2025, io ero fermamente convinto che Piastri, novello Raikkonen per predisposizione ad un sano mutismo dialettico, fosse più solido di Norris. Niente contro Lando, che possiede una indiscutibile velocità naturale. Eppure Oscar mi sembrava vagamente superiore al collega di lavoro. I fatti mi hanno per l’ennesima volta smentito, ad ulteriore conferma che mi chiamano Maestro per non dirmi in faccia che mi considerano un bidello, s’intende con tutto il rispetto per i bidelli.
    Ciò premesso e ignorando le strategie di potere all’interno di McLaren (contano pure quelle, quando due drivers sono molto vicini in termini di prestazione), ecco, tenacemente mi aggrappo alle percezioni. Norris è legittimamente il campione del mondo in carica, eppure l’australiano non è inferiore. Facciamo così: Norris 52%, Piastri 48%.
    FERRARI.
    Aaaarrrrggghhh!
    Segnalo immediatamente il mio conflitto d’interesse. Non ho mai nascosto la mia ammirazione nei confronti di Carletto. Reputo Leclerc un top e non di rado mi chiedo cosa ci saremmo raccontati noi ferraristi dal 2019 in poi, in sua assenza.
    Opinione di bidello, of course.
    Aggiungo che Charles ha la mia stessa passione per la Rossa. Ed è patetico obiettare: ah, bello sforzo, con tutti i soldi che gli danno! Ovviamente i quattrini li avrebbe presi pure altrove e magari prossimamente andrà pure ad incassarli, confidando in un team più competitivo (mi auguro non accada, ma sarebbe assurdo escludere l’ipotesi).
    Tutto ciò premesso, io sto pure con Hamilton. E non è una contraddizione.
    La faccio breve (forse, purtroppo mi conosco).
    Nessun dubbio: il 2025 del Baronetto è stato catastrofico. Unico guizzo la ormai famigerata Sprint Race cinese. Guizzi zero, lampi zero, una lagna continua, una lamentela estenuante, una palese incomprensione (e sono buono) con il resto del team.
    Fin qui, ci siamo.
    Ma può davvero chiudersi così, una carriera comunque leggendaria? Certo, anche io penso che gli anni migliori di Lewis siano stati quelli in McLaren, in Mercedes oggettivamente disponeva di un mezzo troppo superiore alla concorrenza e ce l’ha fatta pure a perdere un titolo contro un compagno di squadra.
    Però, Hamilton appartiene alla Storia dell’automobilismo. Può scivolare nell’ oblio con un 2026 uguale al 2025?
    L’altro Baronetto Paul McCartney sarebbe mai finito a suonare in uno scantinato?
    Ecco perché, romanticamente!, mi aspetto un Lewis redivivo. Adesso la Squadra la conosce e gli alibi sono finiti.
    Ovviamente, mai come nel suo caso il discorso macchina è decisivo: se gli ridanno una carriola, sarà dura offrire motivazioni ad un epta iridato.
    Comunque, auguri: al di là di tutto, a me Hamilton sta simpatico.
    Pronostico: Leclerc 60%, Hamilton 40%.
    (The End, by The Doors)
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