Profondo Rosso

Chissà se la nuova Ferrari ha un’anima

Sarò spudoratamente sincero, in omaggio ai miei Vietclog. Non dobbiamo chiederci se finalmente con la nuova macchina la Ferrari spezzerà un digiuno iridato lungo quasi vent’anni. No! La domanda è: cosa spinge migliaia di persone, in una fredda mattinata invernale, ad accalcarsi a bordo pista per pochi giri di Hamilton e Leclerc? (Ero quasi tentato di scomodare JFK, ask not eccetera, ma ve lo risparmio).
Risposta, sottratta al genio del mio amico Mogol e alla voce di Adriano Celentano: io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce. L’emozione di tutta la gente che sin dalle luci dell’alba si è aggrappata alle reti, sistemata sul ponte dei sospiri, irresistibilmente legata ad un sentimento che somma passione, tradizione, cultura. Non a caso il mio amico Luigi Zironi, il sindaco di Maranello, aveva gli occhi lucidi. E non per il meteo.
Sicché sempre lì torniamo: avrà un’anima, questa Ferrari? O si aggiungerà al deprimente catalogo dei progetti infelici, mal riusciti, peggio sviluppati?
Una risposta non ce l’ho. Anche perché, barbatrucco Mercedes Red Bull sul motore a parte (ma l’ingegner Gualtieri mi è sembrato curiosamente tranquillo, sull’argomento), la vettura vista a Fiorano c’entra poco con quella che correrà a Melbourne (e questo vale per tutti).
Boh! Io che stavo già qui mezzo secolo fa, quando Niki Lauda era il top driver del Drake e l’auto di allora nei colori somiglia alla SF26, ecco, dicevo mi sono ritrovato a scambiare brandelli di memoria con un pubblico da Generazione Z. Perché è vero: la F1 è diventata popolarissima tra i giovani. A occhio, direi che è stato battuto il record di assenze volontarie nelle scuole, cioè molti banchi saranno rimasti vuoti nelle aule.
E però era commovente il pensionato ottantenne che mi confidava tenero: lo sai che l’ultima volta che abbiamo vinto il mondiale con Raikkonen mio nipote era all’asilo e ora si sta per laureare e una Ferrari iridata non l’ha mai vista?
Ecco: a me piace pensare che questa onda d’amore possa varcare i cancelli del Potere e raggiungere Vasseur, Hamilton, Leclerc, gli ingegneri, i meccanici, magari addirittura l’algido John Elkann, che mica vorrà passare alla storia come un perdente!
Sono un ingenuo?
Si’.
Mi commuovo quando due ragazzi abruzzesi mi abbracciano gridando “Leo, tu che ne hai visti vincere tanti facci vincere il Mondiale “?
Sì.
Buon viaggio alla SF26, sognando che le due lettere stiano per “Sembra Funzionare”.

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