La risposta Ferrari al motorone Mercedes
Prima di perdermi nei meandri della mia diciassettesima Olimpiade tra estive e invernali (l’ultima, causa evidente rincoglionimento), mi avventuro sui perigliosi sentieri di quello che chiameremo Motorone Gate. Con l’aiuto di Deep Throat, un insider che più insider non si può.
Il barbatrucco Mercedes, con Bibitari in coda.
Allora, siamo messi così.
In Ferrari ritengono che la nobile FIA, sia pure attraverso qualche supercazzola con scappellamento verso Stoccarda, darà ragione agli Ulisse al servizio di Toto Wolff.
Poiché gli aspetti “politici” della vicenda riguardano un altro livello, dagli esiti come ho chiarito presumibilmente sfavorevoli, beh, a Maranello è stato deciso quanto segue.
Uno. La squadra diretta dall’ingegnere Gualtieri, che per inciso è un’ottima persona, ha cominciato
a lavorare sul motore 2027 con alcune modifiche sostanziali che mirano proprio a creare un rapporto di compressione dinamico.
Due. I capi dell'ufficio tecnico del motore hanno dato il via libera per questo progetto proprio perché sospettano che la FIA di Tombazis, vero erede di Socrate pur in assenza di cicuta, abbia dichiarato legale a tutti gli effetti il barbatrucco Mercedes.
Tre. Adesso obiettivo in Ferrari è quello di creare un rapporto di compressione dinamico, modificando la biella (che la Ferrari dovrà tornare a produrre in casa)
, biella da progettare con un coefficiente di dilatazione termica abbastanza elevato per fare in modo che si possa allungare e di conseguenza invertire la perdita di compressione dovuta all'espansione termica
Quattro. A me risulta che nella migliore delle ipotesi possibili e immaginabili questa nuova soluzione non verrà testata al banco prova prima dell'estate del 2026, per questioni di tempistiche di produzione. Ergo, se funzionerà al primo colpo la Ferrari la manderà in pista solo nel 2027.
Segue domanda.
Ma la trovata Mercedes, nella realtà, che vantaggio immediato garantirebbe?
Risposta.
Da un minimo di 5 CV a un massimo di 10 CV. Non un bonus enorme, però è comunque un vantaggio.
Dopo di che, attenzione!
Supponiamo che gli Ulisse di Agamennone Wolff non stiano sfruttando al massimo la furbata, dico nei test tipo Barcellona o prossimamente in Bahrain. Mica sarebbe una mossa balorda: volutamente mascherando il guadagno di potenza, ai rivali verrebbe impedito il ricorso ai benefici del misteriosissimo ADUO. E così tanti saluti al 2027.
Sembra F1, ma è un giallo degno di Agata Christie.
O forse di Christian De Sica.
