Profondo Rosso

Cosa deve cambiare per una F1 migliore

Una volta, credo ai tempi delle Guerre Puniche, un certo Alain Prost mi disse che un po’ rimpiangeva la F1 senza cambi gomme. Perché dovendo gestire una monoposto per oltre trecento chilometri, dallo start alla bandiera a scacchi, senza soste se non per motivi di emergenza, beh, allora si’ che potevi capire il vero valore del pilota…
Cito l’aneddoto come premessa banalissima: The Times they are a’-changin, Bob Dylan l’aveva cantato nel 1964.
Le cose cambiano, le persone pure, figuriamoci la tecnologia.
Farei poi una distinzione.
Un conto è il barbatrucco Mercedes sul rapporto di compressione. Questa è una plateale furbata, tollerata (almeno per ora, dicono) da chi sempre dovrebbe garantire il rispetto di lettera e spirito del regolamento.
Da qui non si scappa e lo affermo senza nulla togliere a George Russell o al mio nipotino Kimi Antonelli.
Altra cosa è il giudizio globale sulla nuova Formula Uno, così come è stata congegnata e immaginata ormai quattro anni fa.
Ho detto che una gara sola non basta per una sentenza inappellabile.
Dopo di che, gli indizi sono chiari e molteplici. Non a caso l’Aristotele ex ferrarista, al secolo Nick Tombazis, ha già annunciato correttivi in corso.
Meglio tardi che mai , I suppose.
Non sono un tecnico e lo sapete. Invidio quanti tra voi, talvolta con una prosopopea che mi lascia di stucco!, esprimono certezze apodittiche.
Da ignorante, segnalo quanto segue.
Ho trovato inquietanti le uscite di pista, tra sabato e domenica, di Antonelli, Verstappen e Piastri. Non mi sono sembrate imputabili a errori dei drivers, ma figlie del misterioso rilascio di potenza e bla bla bla.
Poi sulle partenze non si può scherzare, nel senso che come per il precedente argomento c’è in ballo la sicurezza. E non interessa chi ha un vantaggio e chi no: l’incolumità di tutti non è negoziabile.
Io me lo ricordo, il marzo aprile del 1994. Altro non aggiungo.
Infine, rallentare in rettilineo per ricaricare eccetera è una offesa alla idea stessa della competizione nei Gp.
Qui, però, mi corre l’obbligo di essere schietto.
Quando questo regolamento è stato scritto, i costruttori erano tutti presenti. E concordi! E’ comicità pura asserire che le norme sono state così definite perché lo imponeva Audi. Per arrivare nona con Bortoleto a un giro da Russell? E la Ferrari, insieme a Honda eccetera, approvava a scatola chiusa per fare un favore a Domenicali e a Liberty Media? Per il 37%? Ma dai, ma li avete calcolati i dividendi che Ferrari ha pagato negli anni ai suoi azionisti? Credete sul serio che il 37% o quello che è…
Ma si può credere a fanfaluche del genere?!?
(Tra parentesi: sono tutti venduti a Mercedes, mi si dice. Allora, sempre al netto del barbatrucco sulla power unit, che è una altra cosa, faccio notare che Toto Wolff, che personalmente con garbo detesto, i venduti li compra Male, visto che non vince un mondiale piloti dal 2020, una era geologica fa. Chiusa parentesi).
Semmai, mi chiedo: si vara un regolamento rivoluzionario, non si sa se e come funzionerà, beh, vuoi concedere sei mesi di test FIA a tutti nel 2025, facciamo tre giorni alla volta, per sperimentare questo ambaradan di innovazioni?
Grazie per l’attenzione (e per i numeri: il Clog ha battuto tutti i record, merito vostro).

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