La Cina, la Macarena, Schumi e Hamilton
in
Formula1
- Saranno le albe cinesi , nel caso, a chiarire gli effetti della ormai mitica ala Macarena della SF26.
Ufo Robot, eccetera.
Nell’attesa, evocherò brandelli di memoria conficcati in quel di Shanghai.
Schumi e Hamilton.
Insieme, per una suggestione doppia.
Ero lì nel 2006 quando Michael vinse il suo ultimo Gran Premio. Sapevo come tutti che a fine stagione si sarebbe ritirato. Ma escludevo quella sarebbe stata la sua ultima impresa.
Nella notte della domenica cinese, in un ristorante che faceva molto film di Fantozzi, beh, ero assolutamente convinto che Schumi avrebbe trionfato nelle due gare che restavano, Giappone e Brasile. E se ne sarebbe andato in pensione con otto titoli in bacheca.
Il destino avrebbe deciso diversamente e con il senno di poi è quasi un segnale che l’Ultimo Imperatore delle mie emozioni corsaiole si sia congedato dalla gloria proprio lì, in Cina.
Che avventura incredibile era stata la sua esperienza in Rosso! Quante storie, quante prodezze che mai avrei voluto andassero disperse nella pioggia come da discorso del mutante di Blade Runner!
Invece non credo che Lewis un anno fa, quando si aggiudicò la Sprint cinese, abbia pensato di avere in mano la macchina per l’ottavo titolo (così torniamo sempre alle romantiche ossessioni).
Aveva già capito tutto.
Adesso mi incuriosisce l’allegria con la quale Hamilton sembra specchiarsi nella nuova stagione.
Anche nelle conferenze di Shanghai e’ stato decisamente incline all’ottimismo. Non so quanto dipenda dalla Macarena o da Kim Kardashian. Però c’è qualcosa di clamorosamente diverso, rispetto a dodici mesi fa, nel suo approccio, nel linguaggio del corpo, eccetera.
Trovo anche interessante che il Baronetto sia il solo, ovviamente con i due piloti Mercedes!, a parlar bene (o comunque non male) del nuovo regolamento.
Come ho già tentato di spiegare, io mi sento idealmente vicino alla posizione di Verstappen, che è il leader duro e puro di una critica feroce alla F1 versione videogame (fermo restando che una gara è comunque poco, per un giudizio definitivo).
Però, al tempo stesso se uno come Hamilton ragiona in pubblico come ragiona magari conviene riflettere sulle sue argomentazioni: non è esattamente un viandante bulgaro in transito nel paddock, eh.
Vabbè, ci sentiamo dopo la Sprint.
