Profondo Rosso

Quel filo comune tra Zanardi e Antonelli

E poi arriva la notte.
E resto solo con me, come in una dimenticata canzone.
L’ho scritto tante volte.
Forse troppe!
Per me l’automobilismo è uno straordinario romanzo popolare.
Capisco e rispetto i sacerdoti del rito tecnologico.
Quelli che, giustamente dal loro punto di vista!, riducono tutto al rumore, alla ossessione della prestazione, a come era bello una volta e solo noi eletti possiamo comprendere la differenza, eccetera.
Va tutto bene, per carità.
Però, mettetevi nei miei panni.
Da oltre mezzo secolo, da quando ero incredibilmente considerato un bimbo prodigio, narro la Terra dei Motori, dove sono nato e dove morirò.
E arriva un sabato di maggio e dalla mattina mi cerca il mondo perché è andato via un eroe civile che ho conosciuto bene, Alessandro Zanardi da Castelmaggiore.
Mi confondo tra i flutti della memoria, mi perdo nella commozione per una perdita che è già un rimpianto.
Io ho ammirato Zanardi, gli ho voluto bene, ci parlavamo in dialetto. Sapevamo di appartenere allo stesso sentimento, eravamo consapevoli di identificarci in una origine comune.
La Terra dei Motori.
E poi, nello stesso giorno!, un erede del nostro DNA firma a Miami la terza pole consecutiva. Fa come Patrese all’alba degli anni Novanta, imita record antichi di Senna e di Schumacher.
Kimi Antonelli ha davanti un futuro che nemmeno oso immaginare, perché alla mia età i sogni non esistono più.
Alla mia età, ti fermi stupito a contemplare il mondo che cambia e però pensi che Kimi, dedicando la pole ad Alex, ha intuito qualcosa del senso del vivere e del condividere.
Ho già reso pubblica testimonianza, qui e in altre sedi, della mia mancanza di equilibrio, quando c’è di mezzo Antonelli.
Mi capitava la stessa cosa quando dovevo dedicarmi alle prodezze di Alex Zanardi, sulla hand bike quando la vita aveva modificato la traiettoria delle sue passioni.
Ovviamente non so come andrà il Gran Premio di Miami: Kimi quando parte ricorda mia zia al semaforo e su questo credo debba ancora lavorare.
Quanto alla Ferrari, con Leclerc mica è messa così male e Verstappen sta tornando su.
Magari ci divertiremo, come mi divertiva Alex quando diceva: “Sai Leo che la mia condizione di amputato ha i suoi bei vantaggi? Non mi tremano più le gambe per l’emozione e non ho più il timore che mi puzzino i piedi!”
Eh, sì.
Io ho vissuto cose che voi umani…

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