Profondo Rosso

Perché tra Antonelli e Russell volano gli stracci

Prima di introdurre la domenica canadese, lasciatemi salutare un caro amico da Paddock.
Leopoldo Canetoli riempiva le colonne del settimanale “Rombo” quando io iniziavo a frequentare i circuiti. Aveva tanta passione, ci siamo voluti bene. Se ne è andato a ottantuno anni d’età, ancora sperando di rivedere una Ferrari vincente.
Dico subito quello che anche il carissimo Leopoldo aveva percepito: per la Rossa non è ancora tempo.
Possiamo discutere all’infinito di regolamenti, ma di sicuro le scelte di Maranello in termini di power unit non stanno pagando.
Poi possiamo prendercela con il destino cinico e baro e proclamare che è tutto un imbroglio, ma le evidenze sono lì.
Sorvolo sulla possibile penalizzazione per Hamilton causa impeding su Gasly. Fin qui, a Montreal, il baronetto è stato più brillante di Carletto.
Dopo di che, non mi stupisce che tra Harry Potter e Lord Voldemort volino gli stracci. E pure le stoviglie.
Non dirò mai che Antonelli e Russell somigliano a Senna e Prost, ho il senso della misura.
Ma li’ torniamo: quando una monoposto è dominante, come la Mercedes fin qui, tra i compagni di squadra la rivalità naturale è destinata ad esasperarsi. A meno che uno dei due (vedi Schumi in Rosso) non sia nettamente superiore all’altro.
Le scene rusticane della Sprint Race canadese questo ci dicono: Kimi e George non sono lontani in termini di qualità al volante, ergo, salvo rimonta tecnica McLaren, sono fatalmente destinati a scannarsi tra loro.
Russell pensa di essere The Chosen One, il Prescelto, perché sta in Mercedes da più tempo, intendo come presenza nel team da Gran Premio. Lasciate stare che il brand è di Stoccarda e che Toto Wolff è austriaco. La squadra sta a Brackley, e’ tutta inglese nello spirito.
Secondo voi da che parte tira?
Tutto questo Kimi lo sa perfettamente. Sa che Russell ha cercato di farlo passare per uno Junior Partner, un apprendista da non confondere con un campione vero. Ma poi Antonelli ha vinto tre gare di seguito e la relazione psicologica è cambiata.
Per questo io sommessamente profetizzo che tra i due finirà a schifio, perché nessuno accetterà un ruolo da gregario. Kimi non si sente inferiore e la sua incazzatura nella Sprint (senza entrare nel merito di torti e ragioni, libero ognuno di giudicare come meglio crede gli episodi ‘incriminati’) non sarà l’ultima.
In assoluto, io sto con Harry Potter. Che un giorno verrà a guidare la Ferrari, su questo non ho dubbi.

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