Profondo Rosso

Hamilton, davvero e’ il ritorno dello Jedi?

Facciamo un gioco.
Anche perché da domenica scorsa tutti mi fanno la stessa domanda. In tv, alla radio, sul web, al bar, al supermercato, persino in chiesa (giuro, mi è capitato davvero).
In breve.
Ma quello di Hamilton è The Return of the Jedi?
Oppure sin dall’Austria The Empire strikes back?
Ovviamente io ho una risposta in tasca non ce l’ho. Aspetto le vostre, ci mancherebbe.
I fatti, al momento, sono questi.
Con il nuovo regolamento, Lewis ha ritrovato il piacere di guidare. Detestava le monoposto effetto suolo. Con le norme 2026, da subito l’epta iridato e’ stato tra i pochissimi piloti che non si sono uniti al coro delle lamentele. Lo avevo segnalato, perché era una curiosa anomalia. Hamilton è stato sincero: a lui questa Formula Uno piace. Aggiungo, a suo onore, che ha detto certe cose quando la Ferrari non era esattamente un modello di competitività.
Seconda cosa. The return of the Jedi dipende tantissimo, in prospettiva, dal meccanismo del marito di Adua, mio zio ADUO.
So per certo che a Maranello stanno lavorando come bestie per cercare di essere pronti già dall’Austria. Ma so anche con assoluta sicurezza che i tecnici guidati dall’ingegnere Gualtieri escludono di poter colmare interamente il gap di potenza nei confronti di Mercedes. Per capirci: se oggi i cavalli in meno sono trenta, con ADUO puoi scendere a meno dieci, quindici.
Forse.
Forse perché Mercedes può a sua volta intervenire sull’elettrico. Fin qui le batterie sono state l’unico punto debole della Freccia d’Argento.
Hamilton the return of the Jedi?
O The Empire strikes back?
Ps. Vorrei rassicurare i fans del mitico Roli. Sta per uscire dalla crisi mistica innescata dal disastro Aprilia in Ungheria venuto a coincidere con la resurrezione del suo idolo (si fa per dire) Marc Marquez.
Un po’ di pazienza: smaltita l’inevitabile sedazione, tornerete a leggere Roli.

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