Che voto dareste alla Ferrari?
Fossimo in un’aula di scuola, potrei parlare di fine del primo quadrimestre, magari allungato, da inizio marzo a fine luglio. Comunque, per restare in tema, ecco quelle che sono le mie pagelle delle scuderie protagoniste del mondiale.
Per cominciare, alla Mercedes darò 9. Immagino l’obiezione: ma come, stiamo parlando di una squadra che ha vinto otto gare su 11 e che ha firmato tutte le pole tranne una. È vero, ma è anche vero che la freccia d’argento ha manifestato, in più di un’occasione, limiti di affidabilità. Non fosse accaduto, il discorso iridato sarebbe praticamente chiuso, mentre senza esagerare la situazione nel presente lascia un seppur piccolo spiraglio a beneficio della concorrenza. Aggiungo che, al netto di tutte le teorie vagamente cospirazioniste sul Motorone, beh, è un peccato che quasi mai si facciano i complimenti all’ex Ferrarista (ovviamente,eh..). Resta per la qualità del telaio. Sui piloti poi è nota la mia sincera predisposizione per l’Harry Potter di Bologna, cioè credo di non dover più spendere parole sul talento di Antonelli e faccio notare con garbo come siano sempre più numerosi gli appassionati italiani che non nascondono il tifo sincero per questo monello.
Su Russell mi limiterò ad osservare che ha imparato sue spese come la presunzione possa essere una cattiva compagna di viaggio, anche se possiede tutte le qualità per tentare di ribaltare la situazione.
Venendo alla Ferrari, scomoderò Cochi e Renato. Bene, bravi, 7 più. Anche qui, suppongo non mancherà chi considera troppo alta la valutazione. E del resto, in presenza di un nuovo regolamento la superiorità della Mercedes è stata fin qui nettissima. Però, abbiate pazienza. Stiamo parlando di una scuderia che veniva dal 2025 catastrofico. Stiamo parlando di una scuderia che, storicamente, salvo rarissimi eccezioni, in presenza di un cambio drastico di regolamento rimane sempre indietro. Stiamo parlando di una scuderia che, ancora 12 mesi fa, si sentiva dire da uno dei suoi piloti, Lewis Hamilton, che forse era il caso di sostituirlo nell’abitacolo della vettura. Ebbene, in ragione di simili premesse, io trovo non disprezzabile il bilancio. Sono arrivate due vittorie e il vecchio zio baronetto si è riappropriato dell’identità perduta. In breve e liquidando tutte le scempiaggini da Bar sport: finora Hamilton è andato più forte di Leclerc e questo Leclerc lo sa benissimo. Dopodiché, i punti deboli della macchina dipendono da scelte progettuali molto particolari, si pensi alla dimensione del turbo, solo per fare un esempio. Inoltre, non soltanto in Ungheria, non sempre la gestione del muretto è stata perfetta. Ciò nonostante, ripeto, sarebbe sbagliato buttare via il bambino con l’acqua sporca. Se le modifiche che saranno introdotte alla fine dell’estate dovessero funzionare, la Ferrari potrebbe riservarci altre soddisfazioni. A scarso di equivoci: io ad una rimonta iridata non credo. Ma sarebbe molto importante lottare sul serio in ogni gara, ponendo le premesse per un 2027 da brividi. Accadrà?
Alla McLaren riservo un 5,5, sebbene abbia vinto a Budapest. Voglio dire, qui stiamo parlando del team campione del mondo! Fino agli ultimissimi eventi, Norris era completamente sparito dai radar e non certo per colpa sua. Ovviamente possiamo accettare la versione complottarda, in ragione della quale la Mercedes non avrebbe fornito sin dall’inizio il motore di cui dispongono invece Antonelli e Russell. Sono cose indimostrabili, sebbene sostenute da qualificati ad addetti ai lavori. Sommessamente, io preferisco pensare che in McLaren abbiano sbagliato qualcosa durante l’inverno, ovviamente in termini di comprensione del nuovo regolamento. Adesso, come sostiene Stella, si stanno rimettendo in carreggiata e se davvero è così da fine estate in poi il campionato ritroverà una protagonista. Confesso poi di non capire una beata mazza a proposito di Piastri. A me piace sempre tantissimo, ma quello che in passato sembrava un leone si è trasformato in uno spaurito gattino. Boh.
Alla Red Bull rifilò un 7. Ok, non ha ancora vinto. Ok, Verstappen dice cose assolutamente tremende, nonché spesso condivisibili, sulle conseguenze del farlocco regolamento tecnico. Però mi permetto di fare notare due cose, forse passate un po’ sotto silenzio. Tutti, 12 mesi fa, davano per scontato che la decisione di costruirsi un motore in casa, sia pur ingaggiando fior di ingegneri, costituiva un rischio mortale per i bibitari. Tocca invece prendere atto che probabilmente la Power unit della Red Bull è davvero la migliore. Aggiungo poi che Hadjar è un signor pilota. E infine, tornando a Verstappen, a mio sommesso parere rimane il più grande di tutti tra quelli attualmente in pista. Io non esito a inserirlo nella top five della mia storia di cronista cominciata nei giorni gloriosi di Lauda, ormai mezzo secolo fa. È un privilegio avere avuto, anche, l’occasione di raccontare le esibizioni di super Max.
(Continua)
