L’Olanda di Gilles, Kimi, Ham, Max e Leclerc
Zandvoort per me sarà sempre quella partenza da matto di Gilles, che pure aveva promesso di fare il bravo a Forghieri e Ferrari (il racconto dal vivo di Furia era un tale spasso che la gag diventò un classico delle nostre esibizioni in coppia, eh).
Nel presente.
L’ultima edizione del Gp di Olanda potrebbe coincidere con l’annuncio della permanenza di Verstappen in Red Bull.
Ma questo mi interessa poco.
Per dire, sono curioso di capire se i Bibitari possano rientrare nel grande giro. O se il secondo posto di Super Max in Ungheria sia stato solo un caso.
Lo stesso discorso vale per McLaren. Non è un dettaglio: se si crede che la Ferrari possa sul serio creare problemi alla fin qui dominante Mercedes, beh, è chiaro che la riemersione Papaya, non soltanto con Norris ma anche con Piastri, rappresenterebbe una complicazione.
E così arriviamo al punto. Quanto ci crediamo, nei benefici effetti degli sviluppi che la gente di Maranello porterà in Olanda?
Mi è già capitato di spiegare come, nella mia ignoranza tecnologica, io sia rimasto piacevolmente stupito dal modo in cui più di una volta le innovazioni introdotte sulla macchina rossa hanno trovato riscontri concreti sulla pista. E ora stiamo per entrare nella fase decisiva del campionato: Monza è dietro l’angolo e non oso nemmeno immaginare quale potrebbe essere l’atmosfera in Brianza se in Olanda venisse conquistato un risultato molto positivo.
Di sicuro, nonostante la bruciante delusione ungherese, i ferraristi in questa fase privilegiano un cauto ottimismo. Meglio: Hamilton, forse anche in ragione dell’effetto Kim, è fermamente convinto di potersi giocare il titolo con Kimi. A occhio, il futuro papà Leclerc mi sembra un filo più prudente. Forse è un gioco delle parti. Per quanto mi riguarda, io preferisco astenermi da qualunque pronostico.
Anzi, no. Razionalmente, non vedo come Mercedes possa perdere questo campionato. Antonelli ha davanti l’occasione della sua giovanissima esistenza, mentre Russell dovrà invertire la tendenza sin da subito. Sin dalla sprint in programma sabato.
A proposito della garetta sui 100 km, c’è poco da fare. Noi puristi depositari dell’unica verità abbiamo il sacrosanto diritto di continuare a combattere nelle trincee della nostalgia. Ma cosa crediamo ci verrebbe risposto da chi affollerà l’autodromo in Olanda se fosse posta la domanda: ma preferite vedere due qualifiche in due giorni o due ore di prove libere?
Nemmeno c’è bisogno di affidare ai posteri l’ardua sentenza.
