A Monza dove può arrivare Antonelli?
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Dunque, Monza.
Edizione 2026. L’entusiasmo che circonda l’evento, lo dico usando una frase da cronista del secolo scorso, e palpabile. Soprattutto, avendo io una veneranda età, trovo impressionante la partecipazione di giovani e giovanissimi. Ho già spiegato che questa mutazione genetica dovrà superare il test di durata, mettiamola così. Ma per ora l’effetto è francamente clamoroso. Negarlo è impossibile. Raccontarlo alla stregua dell’ennesimo esempio di rimbambimento collettivo a me pare puerile, nonché rovinosamente generoso nei confronti di chi potrebbe tranquillamente essere mio nipote.
Tutto ciò premesso, considero naturale indicare nella McLaren la favorita per questa edizione del gran premio d’Italia. Immagino non sapremo mai le ragioni del disastroso avvio di stagione della squadra diretta da Andrea Stella. Ma gli esiti più recenti impongono di segnalare Norris come candidato numero uno alla vittoria. Sono anche in attesa di un cenno di vita da parte di Piastri. Non può essere il driver che stiamo vedendo in questo 2026.
Per quanto riguarda la Ferrari, che te lo dico a fare? Monza non sarà mai un evento come gli altri, per l’azienda di Maranello. A me è già capitato di vedere vincere la macchina rossa anche in assenza della vettura migliore. Qui c’è poi lo strombazzatissimo progresso (teorico) della Power Unit, grazie all’intervento del marito di mia zia Adua. Verificheremo in pista la situazione reale, così come mi sono già permesso di anticipare che a Monza possono diventare fondamentali le scelte del muretto, in sede di applicazione di strategia. E quindi ci siamo già capiti. La relazione tra Hamilton e Leclerc andrà governata, se serve, anche con mano ferma.
Su Antonelli dirò quanto segue.
Kimi e Monza e’ la storia di un romanzo incompiuto. Il 30 agosto 2024 Antonelli venne schierato nelle prove libere dalla Mercedes, al posto del futuro compagno di squadra Russell. Andò immediatamente fortissimo, ma quasi subito incappò in un incidente all’altezza della Parabolica.
Un anno fa, un settimo posto nelle qualifiche e un nono sotto la bandiera scacchi non avevano certo appagato l’Harry Potter di Bologna.
Adesso Kimi si presenta al gran premio d’Italia con l’etichetta di leader del mondiale, ma già sa che domenica partirà dal fondo.
Dove può arrivare? Ci sono addetti ai lavori che mi hanno raccontato che almeno il quinto posto è tranquillamente alla portata del ragazzo. Io mi limito ad osservare che a mia memoria in Brianza nessun pilota ha trionfato scattando dalle retrovie. A rigor di logica, per il ragazzo sarebbe importante riuscire a contenere i danni nei confronti di Russell e non solo.
Ma voi, dove pensate Antonelli possa chiudere la gara, al netto di episodi non preventivabili?
